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Fed verso un maxi-rialzo da 75-100 punti base. Cosa aspettarsi da Powell

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L’inflazione Usa resta troppo alta per evitare un nuovo aumento dei tassi di interesse. È questa l’opinione di analisti e investitori alla vigilia della riunione della Fed, che stasera renderà noto il nuovo costo del denaro. L’ultimo dato sull’inflazione ha confermato che ad agosto l’inflazione Usa è leggermente scesa, ma solo all’8,3%: un livello superiore alle attese. E l’inflazione core, quella che esclude le componenti volatili come alimentari ed energia, si è portata allo 0,6% mensile dal precedente 0,3%.

Un aumento dei tassi di interesse da 75 punti base è dunque scontato, ma alcuni analisti si stanno preparando a un rialzo di 100 punti percentuali, una mossa impensabile solo pochi giorni fa. L’ennesimo rovente rapporto sull’indice dei prezzi al consumo statunitensi ha però aumentato la pressione sulla banca centrale guidata da Jerome Powell, suggerendo che il Fomc abbia ancora del lavoro da fare per contenere l’aumento dei prezzi e che le probabilità di un hard landing per l’economia statunitense continuano ad aumentare.

Le aspettative degli analisti verso la Fed

In vista della riunione della Fed, Joachim Fels, global economic advisor di Pimco, ha spiegato: “Dopo l’ennesima sorpresa al rialzo dell’inflazione statunitense Cpi di questa settimana, la Fed sembra destinata a continuare la stretta a questo ritmo la prossima settimana e forse ancora a novembre e dicembre”. E ha aggiunto:

“Il perché i 75 punti base siano la nuova normalità in questa fase del ciclo di inasprimento è ovvio: di fronte a continui e massicci overshoot dell’inflazione, le banche centrali si stanno concentrando fortemente sul mantenimento dell’ancoraggio delle aspettative di inflazione a lungo termine. Attualmente i funzionari sembrano tutti guidati dal vecchio detto secondo il quale solo i falchi vanno nel paradiso dei banchieri centrali e sono quindi determinati, per usare le parole di Jerome Powell, a “continuare così finché il lavoro non sarà finito”. Non è chiaro quale sia il livello terminale dei tassi necessario per completare il lavoro, ma il sospetto è che sia superiore al picco del 4,25% per il tasso sui fed funds che i mercati stanno prezzando in questo momento. È abbastanza chiaro, tuttavia, che il lavoro non può essere indolore. I mercati finanziari dovranno soffrire ancora perché le condizioni finanziarie sono il meccanismo di trasmissione della politica monetaria, ed è probabile che ciò sia imminente man mano che le banche centrali continuano ad aumentare i tassi e la Fed riduce il proprio bilancio”. 

Anche per Rossana Brambilla, responsabile multi-asset di Sella sgr, l’inflazione Usa di agosto ha consolidato l’ipotesi di un incremento dei tassi in quell’occasione di almeno 75 punti base. “A ruota ci sono poi i timori che questo ritmo serrato di rialzi conduca ad un hard landing delle principali economie”.

Tra le banche d’affari c’è scommette su un rialzo di 100 punti base. È il caso di Nomura, che scrive: “Per qualche tempo, abbiamo evidenziato l’emergere di una spirale salari-prezzi e aspettative di inflazione sempre più disancorate come fattori che potrebbero mantenere l’inflazione costantemente elevata più a lungo, richiedendo una risposta più energica da parte della Fed”, hanno scritto gli analisti della banca in una nota.” Con i dati più recenti, riteniamo che tali rischi stiano iniziando a materializzarsi attraverso un’inflazione  più elevata su un’ampia gamma di beni e servizi”. Il mercato vede il tasso ufficiale raggiungere l’intervallo 4%-4,25% entro la fine di quest’anno e il 4,25%-4,5% entro marzo.