Fed, “Powell resterà al suo posto, Trump non può licenziarlo”

29 Novembre 2018, di Mariangela Tessa

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump può anche non essere contento del presidente della Federal Reserve Jerome Powell, ma non ha l’autorità per licenziarlo.

Lo ha confermato Ellen Zentner, capo economista Usa di Morgan Stanley in un’intervista alla CNBC, dopo che all’inizio di questa settimana, per l’ennesima volta, Trump ha rinnovato le sue critiche a Powell , incolpandolo del recente sell-off del mercato e della riorganizzazione della General Motors.

Powell è diventato presidente della Fed a febbraio di quest’anno dopo essere stato nominato da Trump e confermato dal Senato.

“Il presidente può nominare una presidente ma una volta confermato non può rimuovere l’incarico se non infrangendo la legge. Il Congresso dovrà trovare un motivo per rimuoverlo dall’incarico attraverso una votazione”, ha detto Zentner, spiegando che questo motivo non può essere politico.

Di conseguenza, per l’esperta Powell resterà in carica.

“Il suo operato non è influenzato dalla politica, ma da ciò che che i dati gli dicono sull’economiaSe la Fed dovesse decidere di non alzare i tassi l’anno prossimo, questo non avrà nulla a che fare con il messaggio di Trump”.

A questo proposito, ieri, Powell, in un intervento, ha detto che i tassi di interesse sono “appena al di sotto” di un livello neutrale, quello secondo cui la politica monetaria non surriscalda ne’ raffredda il motore dell’economia Usa. Si tratta di un cambio di rotta rispetto a quanto detto a inizio ottobre, quando Powell spiegò che mancava “ancora un bel po’” prima di arrivare a quel livello.

Dopo le parole di ieri del numero uno della Fed, che oggi pubblicherà  i verbali della sua ultima riunione, il mercato scommette che il passo con cui i tassi saliranno non sarà più rapido del previsto.

Nel frattempo, secondo indiscrezioni riportare da Bloomberg, il segretario al Tesoro Steven Mnuchin avrebbe chiesto, lo scorso ottobre, in via confidenziale ad alcuni trader di obbligazioni se vogliono che la Federal Reserve stringa la politica monetaria alzando i tassi di interesse o attraverso tagli più rapidi nel suo portafoglio titoli.