Fed: in vista aumento dei tassi di 75 punti base oggi, poi si rallenta

2 Novembre 2022, di Mariangela Tessa

Un rialzo dei tassi da 75 punti base oggi. E poi, forse, l’annuncio di un possibile rallentamento a dicembre, con strette da 50 punti base. Sono queste le previsioni degli analisti sulle decisioni di politica monetaria della Fed, in calendario oggi, che si aspettano entro fine giornata un aumento del costo del denaro nella forchetta tra 3,75%-4%.

La nuova maxi stretta – dicono la maggior parte degli osservatori – appare inevitabile alla luce della corsa dell’inflazione: al 6,2% su base annua a settembre, lontana dal target del 2%. Quindi, nonostante i crescenti rischi di recessione, la banca centrale americana si preparerà a mantenere l’aggressivo ritmo di rialzi dei tassi visto finora.

Stime condivise da Goldman Sachs, che prevede un rialzo dei tassi di interesse al 5% entro marzo, 25 punti base più delle precedenti previsioni. A questo target la Fed arriverà alzando il costo del denaro dello 0,75% questa settimana, per poi proseguire con un rialzo di 50 punti base in dicembre e con altre strette da 25 punti base in febbraio e marzo.

Secondo Erik Weisman, chief economist e gestore di MFS Investment Management, l’aumento odierno di 75 punti base sembra essere molto probabile. “La vera domanda è: che tipo di segnali ci saranno, se ce ne saranno, per l’aumento dei tassi di dicembre. Un altro aumento di 75 punti base a dicembre indicherebbe che la Fed non ha ancora raggiunto l’obiettivo. Ma un accenno a 50 punti base a dicembre potrebbe essere il segnale che la Fed si sta muovendo verso un approccio più graduale, con una visione più chiara del percorso verso il tasso di riferimento (cioè il “pivot”)” ha spiegato l’esperto, aggiungendo che “gli indicatori di riferimento, di tendenza e di performance non hanno ancora delineato il quadro necessario affinché la Fed possa affermare di essere vicina alla fine della sua politica di inasprimento della politica monetaria. Ma sappiamo che le cattive notizie sono in arrivo. La tela è lì. I pennelli sono lì. La vernice è stata mescolata. Purtroppo, il mercato è in attesa di una rivelazione e la tela è ancora bianca”.

Il dubbi sulle mosse della Fed del 2023

I veri dubbi sul corso della politica monetaria americana riguardano il 2023. Nelle ultime settimane diversi funzionari della Fed hanno evidenziato un possibile rallentamento del ritmo dei rialzi. In vista di una brusca flessione del Pil.
Negli Stati Uniti i consumi, che rappresentano i due terzi della crescita, hanno finora mostrato una buona tenuta. Ma è probabile che a fronte dell’impennata dell’inflazione, i risparmi accumulati dalle famiglie durante la pandemia si ridurranno, gli investimenti in borsa diventeranno meno redditizi e gli immobili perderanno valore, e così le famiglie saranno meno propense a spendere.