FED e BoE tirano i remi in barca: fine della festa per i mercati?

14 Ottobre 2021, di Mariangela Tessa

Si avvicina la fine delle politiche espansive da parte delle banche centrali? Così pare. Mentre si attende il primo rialzo dei tassi di interesse da parte della Bank of England, la FED potrebbe tirare i remi in barca sul fronte dell’acquisto di asset prima della attese del mercato. Tutte notizie che rischiano di frenare il rally dell’azionario, che negli ultimi anni ha beneficiato dell’enorme quantità di denaro causata dalle politiche espansive.

FED: inizio tapering a novembre

Nonostante durante l’ultimo incontro del FOMC della Federal Reserve non sia stata presa alcuna decisione di procedere con una moderazione degli acquisti di asset, “i partecipanti hanno generalmente valutato che, a condizione che la ripresa economica rimanga sostanzialmente sulla buona strada, sarebbe probabilmente opportuno un graduale processo di tapering (rallentamento, da parte di una banca centrale, del ritmo di acquisto di asset sul mercato, ossia di un rallentamento del Quantitative Easing ndr), che si concluda intorno alla metà del prossimo anno” si legge nei verbali della riunione del comitato monetario della FED del 21-22 settembre, che ha votato all’unanimità per mantenere il tasso di riferimento da zero a 0,25%. Ciò è andato di pari passo con la decisione di mantenere gli acquisti mensili di asset a 120 miliardi di dollari.

“I partecipanti hanno notato che se alla riunione successiva si darà avvio al tapering  il processo potrebbe iniziare con i calendari degli acquisti mensili a partire da metà novembre o metà dicembre“, viene inoltre sottolineato nelle minute.

La Federal Reserve mira quindi a porre fine al tapering del suo programma di acquisto di obbligazioni intorno alla metà del 2022, indicando un tapering di circa 15 miliardi di dollari al mese.

“Il percorso prevede riduzioni mensili del ritmo degli acquisti di asset, di 10 miliardi nel caso dei titoli del Tesoro e di 5 miliardi nel caso dei titoli garantiti da ipoteca”, si legge nei verbali.

A questo punto, non resta che aspettare la prossima riunione della FED, in calendario il prossimo 2-3 novembre.

Bank of England pronta ad alzare i tassi

Mentre la FED pensa al tapering, la Bank of England, incoraggiata anche dai dati sul mercato del lavoro, si prepara a diventare il primo grande istituto centrale ad aumentare i tassi di interesse dallo scoppio della crisi causata dal coronavirus.

A settembre i datori di lavoro britannici hanno portato i posti di lavoro a massimi record, nel mese che ha segnato il termine del programma di sussidi per l’impiego, incoraggiando potenzialmente la banca centrale a procedere verso il primo aumento dei tassi di interesse del post-pandemia.

I dati hanno mostrato il maggior aumento mensile del numero degli occupati nei libri paga delle aziende, in rialzo di 207.000 unità rispetto al mese di agosto, con i dipendenti che si sono rivolti alle agenzie interinali per trovare personale e grazie anche al settore dell’ospitalità in ripresa che ha creato nuovi posti di lavoro.

Dati ufficiali separati hanno mostrato che il tasso di disoccupazione è sceso lievemente al 4,5% nei tre mesi terminati ad agosto dal 4,6% del periodo maggio-luglio, come aveva previsto un sondaggio di economisti intervistati da Reuters.

Hussain Mehdi, macro and investment strategist presso HSBC Asset Management, ha detto che i dati lasciano aperto lo scenario di possibili aumenti dei tassi di interesse da parte della BoE prima della fine dell’anno.

“I dati mostrano un costante miglioramento dello stato di salute del mercato del lavoro britannico, sebbene sia troppo presto per valutare l’impatto del termine del programma di congedo dal lavoro avvenuto a settembre”, ha detto. “Tuttavia, il recente tono restrittivo da parte dei membri della Commissione di politica monetaria della banca suggerisce che i timori relativi all’inflazione sono ben presenti e abbassano l’asticella per un aumento dei tassi. Dati decenti relativi all’impiego per il mese di ottobre potrebbero aprire le porte a un incremento già nell’incontro di dicembre”.