FCA PSA merger: pro e contro della fusione

18 Dicembre 2019, di Alessandra Caparello

Dopo vari tira e molla alla fine c’è l’ufficialità. Il consiglio di sorveglianza di Psa e il board di Fca hanno dato via libera al progetto di fusione da cui nasce il quarto gruppo mondiale del settore auto.

Sotto lo stesso ombrello finiscono così marchi come Fiat, Alfa Romeo, Maserati, Jeep, RAM, Peugeot, Citroen, Opel, DS. In attesa del perfezionamento dell’aggregazione, previsto in 12-15 mesi ed è soggetto alle consuete condizioni di closing, analizziamo i possibili pro e contro della fusione.

Nozze FCA-PSA: i pro

Con l’operazione nasce un colosso da 8,7 milioni di veicoli all’anno con quasi 170 miliardi di ricavi e un utile operativo corrente di oltre 11 miliardi sulla base della sommatoria dei risultati del 2018. La fusione sarà paritetica (50/50) e il nuovo gruppo avrà una presenza geografica più bilanciata con il 46% dei ricavi in Europa e il 43% in Nord America, sulla base dei dati aggregati al 2018.

I vantaggi della fusione? In primis Fiat-Chrysler integrandosi con il gruppo francese potrebbe porre fine al suo principale problema, ossia la mancanza di piattaforme modulari (per costruire modelli diversi per taglia, brand e tipologia) e predisposte per l’elettrificazione cioè per le auto elettriche ed ibride, infrastrutture che invece possiede Psa.

Dal canto suo con la fusione, Psa potrebbe contare sull’appoggio del gruppo italo-americano per arrivare negli Stati Uniti, dove Psa è inesistente mentre Fca è o specialista dei pick-up che dominano il mercato a stelle e strisce.

Nozze FCA-PSA: i contro

Certo è che il merger con i francesi di PSA è sempre stato per Fiat-Chrysler il piano B. Tante le speculazioni negli anni passati di un possibile contatto di FCA con i coreani di Hyundai e i cinesi di Geely fino ai francesi di Renault. Tutti sfumati.

I contro della fusione riguardano in primis l’incognita relativa all’occupazione da salvaguardare.

Altro problema potrebbe essere rappresentato dalla sovrapposizione di alcuni modelli simili attualmente prodotti tra i due gruppi. Ma c’è chi fa notare che questo problema è risolto considerando che Psa schiera marchi come Peugeot, Citroën, Ds e Opel mentre Fca dispone di brand di area sportiva e premium come Maserati e Alfa Romeo.

Infine rimane la sensazione che si tratti di nozze arrivate un po’ in ritardo rispetto ad un mercato come quello automobilistico in cui le novità viaggiano alla velocità della luce. Il quarto gruppo mondiale che nascerà dalla fusione Fca-Psa riuscirà a tenere il passo?