FCA, il nuovo logo Fiat-Chrysler, non piace a nessuno

29 Gennaio 2014, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Avrà pure avuto il placet di Sergio Marchionne. A quanto pare, però il nuovo logo della Fiat Chrysler Automobiles (Fca), il gruppo nato dall’unione di Fiat e della casa n.3 di Detroit, incassa una bocciatura secca un po’ ovunque. A poche ore dalla sua nascita, il marchio, firmato da RobilantAssociati (De Robilant sono parenti degli Agnelli, tutto in famiglia) sta scatenando l’ironia del web.

Nel logo, si legge in una nota della casa torinese, “le tre lettere vivono all’interno di una raffigurazione geometrica ispirata alle forme essenziali della progettazione automobilistica: la F, generata dal quadrato simbolo di concretezza e solidita’; la C, che nasce dal cerchio, archetipo della ruota e rappresentazione del movimento, dell’armonia e della continuità; e infine la A, derivata dal triangolo, che indica energia e perenne tensione evolutiva”.

Bene. L’idea però non sembra essere apprezzata dagli utenti di Twitter. “Un acronimo peggio del vecchio Fix It Again Tony” scrive un utente, alludendo al modo in cui era ribatezzata FIAT in America negli anni Ottanta. Scatenato con commenti a doppio senso Vittorio Zucconi, direttore di Repubblica.it, che twitta: “Battutacce a parte, l’acronimo FCA per l’Ogm Fiat-Chrysler è “orendo”. Suona come un’odiosa buroagenzia federale, FCC, FHA, FEC, FMC ecc ecc”. E in altro suo tweet Zucconi insiste: “Non fate i goliardi, Capitalini. Ricorrete alla poesia: ‘Si lavora e si FATCA, per il pane e per la FCA'”.

Insomma, la creatività non sembra almeno per ora il punto di forza del nuovo gruppo. Ma il concetto di holding internazionale e globale lontana dall’Italia, per lo meno, finalmente e’ centrato. Nessuno puo’ dissentire.

Ed ecco altri commenti a caldo tratti da twitter (ci scusiamo con i lettori per le volgarita’, ma almeno in Italia, a Detroit/Torino/Londra… se la sono proprio cercata):

Dottor Frankensteen [email protected] 54s
#FCA Fat Cucci Area http://it.urbandictionary.com/define.php?term=FCA …

Michela Calculli [email protected] 2m
Capisco che non gli freghi più niente dell’Italia ma guardi il logo #FCA e leggi “fica”. Terribile.

Gianluca Brugnoli [email protected] 52m
Not very excited by the new #FCA logo. I hope it’s not supposed to be used on cars http://twitpic.com/dtr32m

emanuele menietti [email protected] 53m
più che altro son stati creativi nella descrizione del marchio. #fca http://www.ilpost.it/2014/01/29/fiat-chrysler-nuovo-logo/ … pic.twitter.com/RuSzdZLnrZ

V_side [email protected]_Side 3m
7° regola per una buona strategia di naming da @landor_dot_com : Siate ambigui! #fca

martino/pietropoli [email protected] 27m
Vorrei articolare una puntigliosa disamina del nuovo logo FIAT ma porcaputtana che brutto. Sembra di un’agenzia antidroga.

Daniela Fanari [email protected]
@mpietropoli Appena detto la stessa cosa. Mi chiedo se non potessero permettersi un graphic designer o anche solo un po’ di buon gusto. #FCA

Marco Michelizzi [email protected] 1m
#FCA indiscrezioni sul nome del nuovo modello: si chiamerà QLO

francesca [email protected]
RT @umbertobonanni 2 min Marchionne, compra una vocale #FCA

Carlo Poggio DDS [email protected] 2m
@enricobertolino chissà se all’avvocato sarebbe piaciuta la “FCA”. Che sia un omaggio postumo? #FCA #fiat #chrysler

Eric [email protected] 50s
Fiat und Chrysler nennen sich ab sofort #FCA – da sollte sich die Suche nach einem potenten Trikotsponsor erübrigt haben.

Fiat e Chrysler ora si chiamano FCA – perché così non ci sarà più bisogno di mettersi alla ricerca di un potente sponsor di magliette

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Fiat-Chrysler, sede legale in Olanda e tasse in Uk: “Stemperare legami col passato”

Il nuovo logo sarà “FCA”. L’annuncio arriva dopo una trimestrale deludente, che ha fatto crollare il titolo in Borsa. Sale l’indebitamento lordo, no a distribuzione dividendi. Lega: “Governo riferisca alla Camera su nuovo assetto”. E la stampa tedesca titola: “Arrivederci Italia!”

[ARTICLEIMAGE] L’allontanamento definitivo di Fiat dall’Italia è confermato da una frase all’interno del comunicato che ha annunciato la nascita di Fiat Chrysler Automobiles. “L’uso di un acronimo aiuta a stemperare i legami col passato, senza reciderne le radici e al tempo stesso contribuisce a definire l’approccio globale del gruppo”, afferma il Lingotto facendo sapere che il nuovo logo sarà composto da tre lettere: FCA, “un nome adatto all’internazionalità del mercato contemporaneo”, un po’ meno a quello italiano.

Sede legale in Olanda, quotazione a New York e tasse a Londra

Ma l’aspetto più preoccupante riguarda le tasse. L’azienda ha infatti confermato che la sede fiscale del nuovo gruppo sarà in Gran Bretagna. “Questa scelta non avrà effetti sull’imposizione fiscale cui continueranno ad essere soggette le società del gruppo nei vari Paesi in cui svolgeranno le loro attività”, assicura prontamente il Lingotto, precisando che la sede legale, come preannunciato settimana scorsa da Bloomberg, sarà invece in Olanda. “Oggi è una delle giornate più importanti della mia carriera in Fiat e Chrysler”, ha affermato l’amministratore delegato Sergio Marchionne, sottolineando che il nuovo gruppo sarà quotato a New York e a Milano, e la quotazione al Nyse sarà completata entro la fine dell’anno.

Lega: “Governo riferisca alla Camera”. Stampa tedesca: “Arrivederci italia”
Ma le parole del numero uno di Fiat non bastano a rassicurare l’opinione italiana e internazionale. “Arrivederci Italia!”, titola il quotidiano economico tedesco Handelsblatt. Il giornale racconta che in Italia “è scoppiato il panico per il timore che parte di Fiat possa essere trasferita all’estero”, anche se “il passaggio è in corso già da tempo: dal 1990 il numero delle vetture prodotte in Italia è crollato da 1,9 milioni ad appena 400mila nel 2012?. Mentre in Italia la Lega Nord ha chiesto in aula alla Camera che “alla prossima capigruppo si calendarizzi un’audizione urgente dei ministri Fabrizio Saccomanni e Flavio Zanonato per riferire in aula sulla decisione della Fiat di spostare la sede fiscale”.

Il Lingotto, intanto, continua a indebitarsi. Nel grande giorno passa infatti quasi inosservato che Chrysler Group prevede di offrire “fino a 2,7 miliardi di dollari di importo capitale complessivo in obbligazioni senior garantite”, si legge in una nota. Chrysler Group ha inoltre annunciato che prevede di avviare il processo per il collocamento sul mercato di “finanziamenti senior garantiti (senior secured term loan facilities) per un ammontare complessivo fino a 2 miliardi di dollari”.

I conti del 2013 deludono gli analisti e il titolo crolla in Borsa
L’annuncio della nascita del nuovo gruppo segue di poche ore la diffusione dei primi conti pubblicati da Fiat dopo l’annuncio della fusione con Chrysler, che hanno deluso analisti e investitori. L’utile della gestione ordinaria del gruppo, che esclude oneri e proventi straordinari, è stato pari a 3,4 miliardi di euro nel 2013, in calo rispetto ai 3,5 miliardi del 2012. Immediata la reazione a Piazza Affari, dove il titolo è rientrato alle contrattazioni, dopo la sospensione per eccessiva volatilità, e cede a metà giornata oltre il 5 per cento. Escludendo l’azienda di Detroit, in particolare, il dato è sceso da 338 a 246 miliardi.

L’utile della gestione ordinaria a 931 milioni nel quarto trimestre annunciato dal gruppo, segnala Bloomberg, è inferiore alle attese degli analisti che erano di 1,12 miliardi. Dai conti pubblicati nel giorno della decisione su dove collocare la sede legale e fiscale risulta poi che nell’intero 2013 l’utile esclusa la gestione atipica (ovvero le imposte e gli oneri suddetti) si trasforma in una perdita da 911 milioni nel 2013 per la sola Fiat esclusa Chrysler, in peggioramento di 124 milioni rispetto al 2012. Mentre nello stesso periodo aumentano i ricavi netti del gruppo, da 83,95 a 86,81 miliardi, e l’utile netto, da 896 a 1,95 miliardi.

Deludono invece le stime per l’utile della gestione ordinaria nel 2014, attese tra i 3,6 e i 4 miliardi (contro le previsioni degli analisti a 4,16 miliardi). Male anche le attese sull’utile netto, previsto tra 0,6 e 0,8 miliardi nel 2014, in calo dai 1,95 miliardi del 2013. Migliorano rispetto all’anno precedente, allo stesso tempo, le stime dei ricavi, mentre l’indebitamento netto industriale è previsto tra 9,8 miliardi e 10,3 miliardi, in rialzo dai 6,64 miliardi del 2013.

L’indebitamento continua a salire. E il cda non distribuisce dividendi
Il discorso è però diverso considerando l’indebitamento lordo del gruppo, salito rispetto al trimestre precedente da 28,89 a 29,87 miliardi e rispetto a fine 2012 (quando valeva 27,83 miliardi). Mentre quello di Fiat esclusa Chrysler è salito rispetto al trimestre precedente da 19,12 a 20,33 miliardi e rispetto a fine 2012 (quando valeva 17,52 miliardi). Cala invece leggermente l’indebitamento lordo per l’azienda americana, sia su base annuale sia trimestrale.

Alla luce di un bilancio tutt’altro che rassicurante, il consiglio di amministrazione del Lingotto ha deciso che nessun dividendo sarà distribuito agli azionisti Fiat, in modo da “mantenere un equilibrato livello di liquidità a seguito dell’acquisizione della quota minoritaria in Chrysler”. L’azienda torinese ha fatto sapere che presenterà “un piano aggiornato all’inizio di maggio 2014 per fornire una maggiore visibilità sulla direzione strategica del gruppo e sulle priorità in termini di esecuzione.

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