Farsa glifosato in Ue, Francia vieta uso del pesticida di Monsanto

18 Gennaio 2019, di Alessandra Caparello

Glifosato nuovamente al banco degli imputati. Nonostante l’’approvazione da parte dell’Unione europea fino al 2021 dell’uso dell’erbicida sospettato di essere un probabile cancerogeno, la Francia va controcorrente. Il tribunale di Lione ha infati vietato la messa in commercio del Roundup Pro 360 di Monsanto, un prodotto diserbante che contiene proprio il glifosato.

I giudici francesi hanno così accettato un ricorso presentato dal Comitato per la ricerca indipendente e informazione sull’ingegneria genetica, Criigenha, che hanno dimostrato che Roundup Pro 360 reca danni ambientali che potrebbero avere anche gravi conseguenze sulla salute umana. Esultano le associazioni a tutela dell’ambiente come la Ong francese Générations Futures, che da anni si batte contro il glifosato.

Il Round Up 360 è una preparazione con una tossicità più elevata del glifosato, è potenzialmente cancerogeno per l’uomo, sospettato di essere tossico per la riproduzione umana e particolarmente tossico per gli organismi acquatici.

Nuovo capitolo quindi della polemica globale sull’uso o meno del glifosato mentre un deputato al Parlamento europeo del gruppo Verdi/ALE denuncia la lobby dell’industria chimica che, a suo dire, influenza le decisioni a livello europeo sull’autorizzazione al glifosato.

L’europarlamentare italiano Marco Affronte ricorda sul suo blog che il gruppo dei Verdi/ALE  aveva pubblicato uno studio che dimostra che l’Istituto federale tedesco per la valutazione dei rischi (BfR), nelle sue valutazioni sugli effetti sulla salute del glifosato, ha parzialmente plagiato le valutazioni del prodotto basandosi sulle rilevazioni della stessa Monsanto (la compagnia che ha inventato e che maggiormente produce glifosato al mondo, a capo della cosiddetta Glyphosate Task Force, GTF).

In sostanza la BfR ha adottato le valutazioni del gigante chimico sui potenziali danni all’uomo e all’ambiente derivanti dal prodotto, senza indicarlo chiaramente nel rapporto finale, respingendo tutti gli studi scientifici indipendenti che indicavano potenziali effetti cancerogeni.

“È inammissibile che la salute pubblica venga messa a rischio solo perché l’industria chimica possa realizzare un profitto. È estremamente preoccupante vedere che fino al 50% di alcuni capitoli della valutazione del regolatore tedesco sono stati effettivamente scritti dalla Monsanto”.

Per via della pratica del BfR, giudica dall’eurodeputato “inaccettabile”, “studi scientifici indipendenti che mostravano effetti cancerogeni legati al glifosato sono stati eliminati e non sono stati presi in considerazione, e le valutazioni che mettono in guardia sui pericoli del glifosato sono mancate tutte insieme”.