Facebook e Microsoft, big hi-tech Usa alla prova trimestrali

31 Gennaio 2019, di Mariangela Tessa

Facebook non delude, Microsoft un po’. I fari del mercato continuano ad essere puntati sulla stagione delle trimestrali Usa con gli investitori che attendono con ansia la pubblicazione dei bilanci per verificare gli effetti del rallentamento cinese sulla Corporate America.

Dopo la trimestrale di Apple, ieri è toccato a Facebook alzare il velo sui conti. Nonostante i continui scandali, le polemiche sulla privacy e le fake news, nell’ultimo trimestre 2018 il colosso dei social network ha battuto le attese. Sia sul fronte degli utili sia come giro d’affari, archiviando profitti record

In particolare, il gruppo confondato e guidato da Mark Zuckerberg ha riportato profitti in aumento del 61% raggiungendo quota 6,88 miliardi di dollari. Un dato nettamente superiore alle attese del mercato, che si aspettava un incremento del 49%.

Sopra le stime anche gli utili per azione (EPS), pari a 2,38 dollari contro i 2,18 dollari previsti alla vigilia. Crescita a due cifre anche per i ricavi, in aumento del 30,4% a 16,91 miliardi contro i 16,4 miliardi pronosticati. In gran parte lo si deve alla crescita degli introiti pubblicitari digitali che domina assieme a Google di Alphabet.

Positiva la reazione del mercato, che ha premiato il titolo. Facebook ha messo a segno un rialzo del 7% nell’after market.

Non convincono del tutto i dati trimestrali di un altro gigante hi-tech, Microsoft Corp. Il gruppo guidato da Satya Nadella ha riportato utili leggermente superiori alle attese, pari a 1,10 dollari per azione. Ma ha deluso il fatturato, cresciuto del 12% a 32,47 miliardi, leggermente sotto i 32,51 miliardi previsti.

Bene ha fatto soprattutto Azure – cuore dei suoi servizi cloud – che ha mostrato un incremento dei ricavi del 76% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. L’insieme del segmento Intelligent Cloud ha riportato complessivamente un fatturato di 9,38 miliardi, sopra i 9,28 miliardi attesi.

Il titolo Microsoft in Borsa ha ceduto oltre il 2% nel dopo mercato.