Le Big tech immuni al crollo del Pil: volano gli utili per i colossi del web

31 Luglio 2020, di Alberto Battaglia

Nel corso del secondo trimestre Internet è stato l’unica finestra sul mondo per milioni di persone in isolamento forzato: anche per questo, le grandi società tecnologiche, nonostante un calo senza precedenti per il Pil americano, sono riuscite a correre mentre il resto dell’economia arrancava.

Appena un giorno dopo l’audizione parlamentare Usa che aveva invitato i ceo di Google, Facebook, Amazon e Apple a rispondere ai dubbi riguardo al proprio strapotere, sono fioccati i rispettivi risultati finanziari. Non poteva giungere una conferma più eloquente della forza raggiunta da queste società, anche in fasi di estrema difficoltà.

Le vendite di Amazon, favorite dalla chiusura dei negozi fisici, sono cresciute del 40% rispetto a un anno fa, con un raddoppio dei profitti (5,2 miliardi di dollari). Apple ha messo a segno miglioramenti nelle vendite ovunque nel mondo, con profitti da 11,5 miliardi di dollari, con vendite particolarmente forti per Mac e iPad (dispositivi più adatti per i contatti a distanza forzati dal lockdown). Facebook, grazie all’incremento dell’uso dei social nell’era-lockdown, ha pressoché raddoppiato gli utili con un balzo del 98% (5,2 miliardi di dollari). Alphabet, la holding cui fa capo Google, ha dovuto scontare il calo negli incassi delle inserzioni pubblicitarie – inevitabile conseguenza del calo degli investimenti che ha accompagnato un periodo durante il quale i consumi si sono ridotti. In ogni caso, anche per Google i risultati sono stati migliori rispetto alle attese.

Come i valori in borsa avevano già anticipato, per le grandi società tecnologiche la pandemia si è confermata, soprattutto, un’opportunità per accrescere i rispettivi business.
Per Facebook, Amazon e Apple i dati sul pre-market di venerdì 31 luglio anticipano aperture di borsa scoppiettanti, con rialzi del 5-6%. Meno entusiasmante, invece, la reazione degli investitori ai conti di Alphabet.