Faber: banche centrali viste come “il Messia”. Alert helicopter money

20 Aprile 2016, di Laura Naka Antonelli

ROMA (WSI) – Nuovo attacco del guru dei mercati Marc Faber verso le banche centrali. Questa volta la polemica prende di mira la stessa opzione dell’helicopter money. In generale, secondo Faber, le crisi finanziarie del 2000 e del 2008 avrebbero avuto probabilmente un esito migliore se le banche centrali non fossero intervenute. Nell’ironizzare sul ruolo solo apparentemente salvifico degli istituti, Faber si rivolge a loro usando gli appellativi di “Messia” e di “illusionisti”, che si presentano sempre con un nuovi trucchi.

Riguardo a “questi tassi negativi a cui assistiamo oggi”, è “la prima volta nella storia dell’uomo, dai tempi dei Babilonesi a oggi, che abbiamo tassi negativi, e le cose non andranno a finire bene, questo ve lo posso assicurare. Detto questo, non sono sicuro né sulla sequenza né sul modo in cui le cose andranno a finire male. (Le banche centrali) dispongono ancora di molte munizioni. Potrebbero ricorrere all’helicopter money. In altre parole, potrebbero inviare a voi, a Mr. Bloomberg, a me e a tutti, diciamo un assegno di $10.000, e sarebbe come gettare benzina sul fuoco…aiuterebbe l’economia? Questa è la domanda. Non l’aiuterebbe nel lungo periodo. Non si può far crescere l’economia lanciando semplicemente soldi alla gente”.

Ancora:

“meno manovre ci saranno, meglio sarà. Abbiamo tutti imparato a scuola che il libero mercato e il sistema capitalistico sono i migliori mezzi per distribuire le risorse, e ora assistiamo alla peggiore allocazione delle risorse, perchè è il governo che vi dice come queste risorse vengono distribuite e si continua a espandere gli interventi (…) potete credermi, visto che ho iniziato a lavorare negli anni ’70. In realtà negli anni ’70 e all’inizio degli anni ’80, le banche centrali non finivano neanche al centro delle discussioni. E ora sono diventate come il Messia, tutti guardano a cosa fanno le fanno le banche centrali e alla fine, a mio avviso, secondo una prospettiva di lungo termine, non avranno neanche più un impatto. Mentre ora (le banche centrali) sono capaci di muovere i mercati, nel breve termine? Sì, forse, ma non nella direzione che desiderano”.

Faber si prende gioco anche delle recenti dichiarazioni arrivate dalla stessa Christine Lagarde, numero uno del Fondo Monetario Internazionale, che recentemente ha difeso le misure straordinarie adottate per esempio dalla Bce:

“Dicono sempre: se non avessimo fatto questo, se non avessimo fatto quello, la situazione sarebbe peggiore. Ma non hanno le prove per dire questo. A mio avviso, sarebbe stato meglio permettere alla crisi, già alla prima del 2000, di dispiegare i propri effetti, prevenendo in questo modo la formazione della colossale bolla del credito che è stata gonfiata e che ha portato poi a una crisi ancora maggiore. E ora stanno commettendo lo stesso errore”.