Ex Fmi: Italia rischia speculazioni e commissariamento Troika

5 Dicembre 2017, di Alberto Battaglia

L’Italia resta esposta a attacchi finanziari, nonostante i maggiori strumenti messi in piedi nell’Eurozona dopo il 2011. Lo ha detto l’ex direttore esecutivo del Fondo monetario internazionale (Fmi), Arrigo Sadun, in un’intervista a Libero. Allora i titoli pubblici dei Paese dell’Europa del Sud subirono le conseguenze di una crisi di fiducia che ebbe come conseguenza l’impennata degli spread. Sadun ha ripercorso una sintesi degli eventi che hanno poi portato alle dimissioni del governo Berlusconi in quelle settimane burrascose.

“Il prolungarsi della recessione, il continuo deterioramento dei crediti bancari ed il peso soffocante del debito pubblico alimentarono i timori dei mercati” nel 2011, racconta Sadun, “la lettera della Bce chiese all’Italia di attuare alcune urgenti riforme strutturali, come quelle del mercato del lavoro e delle pensioni. Di fronte all’esitazione del governo Berlusconi il G20 esercitò forti pressioni affinché l’Italia accettasse qualcosa di molto simile ad una tutela internazionale, cioè una procedura di monitoraggio da parte della Troika sullo stato di avanzamento delle riforme, un intervento che all’epoca definii come ‘un programma senza prestiti’”.

Il commissariamento non avvenne mai perché, nel pieno della crisi dello spread, Silvio Berlusconi si dimise. Solo diverso tempo dopo cominciò a parlare di un complotto, sorretto da alcune rivelazioni contenute nel libro “Ammazziamo il Gattopardo” di Alan Friedman, e nelle memorie dell’ex tesoriere Usa Tim Geithner, “Stess Test”. “In realtà, il monitoraggio [della Troika] non fu mai realizzato perché l’ avvento del governo Monti portò rapidamente alle riforme richieste dalla comunità internazionale”, conclude Sadun.
Questa ricostruzione in fondo va a confermare il racconto che lo stesso Berlusconi riferì allo stesso Friedman sul Corriere, nel maggio 2014:

“Noi fummo chiamati dalla Merkel e Sarkozy a due riunioni in due giorni consecutivi e in queste riunioni si tentò di farmi accettare un intervento dal Fondo Monetario Internazionale. Io garantii che i nostri conti erano in ordine e non avevamo nessun bisogno di aiuti dall’esterno e rifiutai di accedere a questa offerta, che avrebbe significato colonizzare l’Italia come è stata colonizzata la Grecia, con la Troika”.

Strumenti come l’Esm (fondo salva-stati) e l’annuncio delle Omt da parte della Bce, garantiscono che l’euro sarebbe salvato a ogni costo. Ma l’Italia secondo Sadun resterebbe esposta alla speculazione, così l’ex del Fmi:
“Il rapporto debito/Pil è continuato a crescere. Questo ha aumentato la dipendenza dell’Italia dalla protezione europea in caso di gravi turbolenze finanziarie. Non c’è motivo per supporre che tale assistenza non comporti condizioni altrettanto penalizzanti degli interventi della Troika, anche se probabilmente un programma per l’Italia avrebbe un carattere prevalentemente europeo”.