Economia

Europa, Renzi sostiene il vecchio che avanza: Juncker. E Grillo entra nella melassa euroscettica

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BRUXELLES (WSI) – “Il gruppo più numeroso è quello Popolare. E’ giusto che il loro candidato venga designato. Se sarà così, avrà una grande maggioranza all’Europarlamento”. Lo dice Gianni Pittella, europarlamentare Pd, in una intervista al Messaggero, a proposito della candidatura di Jean Claude Juncker alla presidenza della commissione Ue.

“Juncker – ammette Pittella – ha qualità e caratteristiche pro-europee indiscusse. E’ un grande europeista e non ha avuto il timore di marcare distanze anche nei confronti della signora Merkel quando è stato necessario per difendere l’Ue. Quanto a Renzi, mostra un tasso di innovazione profondo: è la prima volta che un premier forte di un grandioso consenso elettorale non parte dai posti, ma dalle politiche da innovare”.

Scrive il quotidiano La Repubblica: “Una lunga e a tratti difficile seduta di correzione di bozze. L’incontro a Roma tra Matteo Renzi e il presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy è servito soprattutto per definire i dettagli del documento programmatico che verrà sottoposto alla discussione dei capi di governo giovedì prossimo. Un documento, fortemente voluto da Renzi e pazientemente concordato con la Merkel, che Van Rompuy utilizzerà come base per raccomandare di proporre al Parlamento europeo Jean-Claude Juncker come presidente della Commissione.

Sul nome di Juncker, ieri, Renzi non si è voluto sbilanciare. Non perché sia contrario alla nomina del l’ex premier lussemburghese, ma perché si attiene strettamente alla linea che ha proposto fin dall’inizio: discutere prima i contenuti del programma della Commissione e solo dopo decidere sul suo presidente. Una linea che si sta rivelando vincente, e che sta offrendo anche a chi si era schierato con Cameron nel rifiutare l’ipotesi Juncker di fare marcia indietro senza perdere la faccia. Non è un caso che, dopo una telefonata tra Renzi e il premier olandese Mark Rutte, anche quest’ultimo, inizialmente contrario a Juncker, si sia schierato sulla linea di discutere prima i contenuti e solo dopo i nomi”.

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Il leader dell’Ukip, Nigel Farage, ha annunciato di aver concretizzato la formazione del gruppo euroscettico Efd nel Parlamento Ue con 7 partiti ed un totale di 48 deputati, secondo una nota. Oltre ai 24 britannici, i 17 deputati italiani del M5S, lituani, francesi, svedesi, cechi e lettoni. “Saremo la voce della gente” dice Farage.

“E’ una grande vittoria per la democrazia diretta. Per la prima volta in Europa, i cittadini hanno scelto i loro portavoce ed hanno detto loro dove stare nel Parlamento europeo”. Questo il commento di Beppe Grillo secondo una dichiarazione in inglese riportata nella nota del gruppo Efd.

“Lavoreremo per essere efficaci per fare più cambiamenti possibili a Bruxelles mentre metteremo in allerta la gente a casa spiegando quanti danni fanno le regole Ue alle nostre vite” e “combatteremo per riavere indietro il controllo dei destini dei nostri paesi”, afferma il leader Ukip, Nigel Farage, nella nota diffusa dal gruppo Efd in cui annuncia la formazione del gruppo. “Abbiamo lottato contro molta opposizione politica” continua, aggiungendo: “Ora che il gruppo è formato, mi aspetto che altri partiti si uniranno”.

“Alla faccia di chi diceva che non ce l’avremmo fatta. Adesso, iniziamo a realizzare il nostro programma. Potremo votare con tutti gli altri gruppi, punto per punto. Anche con i Verdi sui temi ambientali”. E’ il commento del vicepresidente della Camera ed esponente M5S Luigi Di Maio alla notizia della formazione del gruppo parlamentare europeo dei cinquestelle con l’Ukip di Nigel Farage e altri cinque partiti a Bruxelles.