Europa, da Movimento 5 Stelle proposte di riforma alla Troika. Ma questo articolo è un furto

3 Maggio 2013, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – L’articolo a fondo pagina è stato pubblicato da Huffington Post Italia, sito diretto da Lucia Annunziata facente parte del gruppo Repubblica/Espresso, moloch editoriale continguo al sistema di potere PD. Se é vero (come è vero) che il testo qui sotto È STATO UN FURTO compiuto all’Ufficio legislativo del gruppo parlamentare Movimento 5 Stelle alla Camera dei Deputati, allora c’è del marcio nella struttura della sicurezza in Parlamento. Qui non è in ballo la seppur importante riservatezza della posta privata di una giovane deputata, Giulia Sarti (nella foto a sinistra, leggi anche: M5S: conferenza su attacco hacker e furti email) ma ben altro. La sicurezza delle sedi parlamentari fa acqua? Possono essere pubblicati da gruppi editoriali che hanno interesse a screditare il Movimento 5 Stelle, documenti riservati? La costosissima inviolabilità delle prerogative dei gruppi parlamentari viene beffata con tanta facilità? Il problema si fa gigantesco, una falla nel sistema di sicurezza, a spese di noi contribuenti, é uno scandalo che minaccia la democrazia (wsi).

A fondo pagina l’articolo “incriminato”, ma intanto, un’altra news:

POST SU FACEBOOK DEL VICEPRESIDENTE DELLA CAMERA LUIGI DI MAIO (M5S)

(Public Policy) – Roma, 3 mag – “La cosa che più mi fa rabbia di queste giornate è che stiamo togliendo tempo prezioso al nostro lavoro parlamentare per proteggere la sicurezza dei deputati e dei senatori del M5s. Due settimane fa abbiamo subito il furto di un hard disk del capo dell’ufficio legislativo con dati sensibili. Ieri abbiamo subito il furto di un file importante dal terminale di un addetto dei nostri uffici alla Camera”. Lo scrive su Facebook il vicepresidente M5s della Camera, Luigi Di Maio, in merito all’attacco hacker subito da alcuni parlamentari del Movimento 5 stelle (vedi Public Policy “M5S LEAK…” delle 17,52) e dei due furti subiti del gruppo a Montecitorio. “Stiamo subendo da settimane – aggiunge – la pubblicazione delle nostre email personali con informazioni della nostra vita privata che dovrebbero essere rispettate come nostre e basta. Tra l’altro mettendo in pericolo i tanti cittadini che ogni giorno ci inviano segnalazioni su questioni delicate del proprio comune, regione, ambiente lavorativo, preferendo l’anonimato”. “Ciò che più fa rabbia – conclude – è che questi atti, a tutti gli effetti intimidatori, stanno avvenendo nel ‘silenzio dei fatti’. Addirittura il sito internet degli hacker che hanno violato le nostre email è ancora online”. (Public Policy)

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Ed ecco l’articolo pubblicato da Huffington Post:

Il Trattato di Maastricht? Va rinegoziato. Il Fiscal compact? Da cancellare. La Bce? Si metta a stampare moneta. I salvataggi europei? Li paghi Berlino. Il Movimento Cinque Stelle è pronta ad interpretare il suo ruolo di opposizione in Parlamento cominciando dal Def, il Documento di Economia e Finanza in discussione nella Commissione speciale di Camera e Senato. I parlamentari grillini stanno lavorando ad una risoluzione, della quale L’Huffingtonpost ha potuto leggere una bozza, con la quale provano a smantellare l’impianto del governo e a proporre una loro contro-ricetta economica.

Il documento, una trentina di pagine, parte con un’analisi impietosa del fallimento delle politiche di austerity in Europa. Un fallimento, ricordano i parlamentari pentastellati, nato anche da presupposti teorici errati, come gli errori nei file Excel delle elaborazioni degli economisti Reinhart e Rogoff, che avevano teorizzato le difficoltà di crescita dell’economia quando i debiti sono superiori al 90% del Pil. La soluzione? “In risposta all’eclatante fallimento del sistema di austerità”, si legge nella bozza di risoluzione, “occorre porre in essere una diversa politica europea attraverso l’attuazione di misure anticicliche anche attraverso la rinegoziazione del Trattato di Maastricht e del Fiscal Compact al fine di rilanciare una nuova Europa”. Inoltre, aggiunge il documento, “serve una maggiore democrazia nella governance europea che ponga al suo centro il benessere dei cittadini europei e non il mito dello sviluppo e della crescita”.

Insomma, l’idea è quella di superare i vincoli di bilancio imposti dall’Europa. Ma non è l’unico punto. I Cinque Stelle puntano anche ad una ridefinizione del del “ruolo della Bce” che “dovrebbe diventare prestatore di ultima istanza per i diversi debiti pubblici” ed inserire tra i suoi obiettivi “il perseguimento della piena occupazione, nonché finanziare direttamente gli investimenti produttivi”.

L’altro punto è la solidarietà. Soprattutto quella tedesca. “Occorre”, spiega la bozza di risoluzione, “che i Paesi con un bilancio positivo, come la Germania, si facciano carico del fondo di stabilità europeo (Mes) senza ricatti verso gli altri Stati che invece non possono contribuirvi nelle misure richieste e rischiano il default, come l’Italia”.

Nel loro lungo documento, i Cinque Stelle affrontano capitolo per capitolo ogni aspetto programmatico del Def e del Piano nazionale di Riforme, dal pagamento dei debiti della Pa fino alla questione fiscale. Sul pagamento dei 90 miliardi di debiti commerciali della pubblica amministrazione, i grillini sostengono che dovrebbe essere la Cassa depositi e prestiti, utilizzando il risparmio postale, a pagare la cifra. Poi, con i tempi necessari, dovrebbe farsi saldare dallo Stato.

Sulle tasse la maggior parte delle proposte sono per un’abolizione. Via sicuramente la Tares, la nuova imposta sui rifiuti, che rischia di essere un doppione dell’Imu. No all’aumento dell’Iva di un punto a luglio. Sì all’abolizione dell’Imu sulla prima casa, ma anche eliminazione dei bolli sui conti correnti, una delle “patrimonialine” introdotte dal governo Monti con il Salva-Italia con lo scopo di effettuare un prelievo proporzionale su conti correnti e strumenti finanziari soprattutto dei più abbienti. Il tutto da sostituire con un inasprimento della Tobin Tax, il prelievo sulle transazioni finanziarie.