Euro sotto $1,33. Quando tornare ad acquistarlo?

30 Agosto 2013, di Redazione Wall Street Italia

LEGNANO (WSI) – Nell’analisi di ieri mattina abbiamo utilizzato parole chiave quali “correzione”, “attesa” e “mercati tecnici” e l’articolarsi della giornata non ha fatto che attribuire maggiore significatività ad esse.

Il primo termine lo avevamo utilizzato per riferirci alla fase che vedeva il dollaro americano rinforzarsi contro le altre rispetto alla precedente relativa debolezza; il secondo era legato alla lateralità che si era creata per la costruzione di aspettative da un lato sulla situazione a livello internazionale (possibili venti di guerra in Siria) e, dall’altro, ai veri market mover della settimana prossima, mentre il terzo lo elencavamo con piacere per descrivere come i livelli tecnici avessero mostrato una certa affidabilità.

Le condizioni non sono mutate

Ebbene sì, il giorno dopo possiamo tornare a dipingere il quadro complessivo della situazione con le medesime parole in quanto la correzione a favore del biglietto verde ha proseguito, tanto più sul dato positivo che ha riguardato il Prodotto Interno Lordo a stelle e strisce che su base trimestrale ha fatto registrare un +2,5% rispetto ad attese di +2,2%, mentre quello sulle Richieste dei Sussidi di Disoccupazione si è allineato al consensus a +332k con la leggera rivisitazione in negativo del dato precedente.

Abbastanza comunque per l’approfondimento da un punto di vista tecnico della tendenza pro-dollaro. Tuttavia la condizione di attesa permane, come accennato pocanzi, per due fattori fondamentali: il primo riguarda senza dubbio quanto sta avvenendo sullo scenario internazionale con l’attacco militare di Stati Uniti e alleati in Siria che fino a qualche giorno fa appariva piuttosto verosimile e che ora sembra più lontano.

E’ peraltro notizia recente quella della bocciatura da parte del Governo Britannico di un’iniziativa militare il che non è di per sè sufficiente ad eliminare i propositi di belligeranza degli Stati Uniti la cui linea diplomatica appare piuttosto oltranzista circa l’opportunità di avviare le operazioni militari; in questo senso sono diversi i pareri che ascrivono il weekend come possibile orizzonte temporale per l’attacco e questo, dal lato dei mercati, andrà valutato attentamente da un punto di vista operativo.

Il secondo elemento (che caratterizza l’attesa) è legato alle aspettative sui grandi market mover della prossima settimana e, se il meeting della BCE di giovedì difficilmente desterà sorprese sensazionali, Non Farm Payrolls e Tasso di Disoccupazione USA di venerdì potranno essere cruciali in ottica “tapering” del Quantitative Easing 3. Ma di questo avremo modo di argomentare nei prossimi giorni. Il terzo fattore, i mercati tecnici, è permaso ieri con i supporti grafici (vedi ad esempio l’eurodollaro) che sono stati precisamente violati al ribasso/rialzo per andare poi alla ricerca dei successivi punti tecnici sebbene, sia chiaro, con una mancanza di effettivo momentum.

Il quadro che si delinea in chiusura di settimana

Siamo portati a ritenere che le caratteristiche che finora hanno descritto il mercato nei giorni più recenti potranno perdurare e questo per diversi elementi: in primo luogo, non vi sono grandi market mover, e per dovizia di particolari citiamo l’Indice dei Prezzi al Consumo nell’Eurozona alle 11.00 (dato abbastanza scontato), il PIL Canadese alle 14.30 e l’Indice di Fiducia del Michigan alle 15.55.

Inoltre i livelli di volatilità, che andiamo a considerare attraverso i percentili di volatilità relativi alle opzioni scritte sui tassi di cambio, sono in costante e leggero aumento che tuttavia non appare tale da innescare ampi movimenti direzionali, nonostante le varie lateralità che sono andate formandosi potranno comunque portare a strappi in un senso e nell’altro come avvenuto nelle prime ore di contrattazione di ieri mattina.

Un terzo elemento è legato al fatto che ci troviamo in condizioni di liquidità ancora non di pieno regime e, per chiudere, ci troviamo nel venerdì di chiusura sia settimanale che mensile e questo potrebbe portare a liquidazioni di posizioni (visti anche i pericolo di sviluppo sul fronte siriano) e a ricoperture (non chissà di quale entità vista comunque l’assenza di movimenti forti).

A chiosa, e questo da un punto di vista operativo ci facilita la vita, va detto che il quadro correlativo è ben compiuto nel mercato valutario, con dollaro che è tornato ad essere comprato/venduto contro tutte le altre valute, con le Borse in ripresa dopo gli scivoloni di inizio settimana e le materie prime in ritracciamento (petrolio su tutte).

QUADRO TECNICO

EurUsd: tecnico il grafico del cambio principe che ieri ci ha fatto vedere la precisa violazione dei supporti attorno a 1,33, livello su cui transitava la trendline di supporto valida da oltre un mese, nonché di 1,3265 e di 1,3240 in maniera piuttosto decisa. Diviene estremamente indicativo il grafico orario che ci fa assistere ora allo sviluppo di una figura di correzione a flag con attuale e preciso test della media mobile esponenziale a 21 periodi che potrebbe costituire un ottimo punto di rimbalzo per riprese di vendite con target nuovamente per 1,3220, 1,3205 e 1,3190 in estensione.

Il superamento della media stessa porterebbe alla formazione di un pattern 123 di Ross (funzionale alla nostra “pera cotta”) per riprese del pivot daily a 1,3270 ed estensioni in area media a 100 periodi nonché resistenza statica a 1,3300/10.

UsdJpy: perfetto l’approdo che consideravamo nella giornata di ieri in area 98,40/50, con la price action inserita all’interno del bel canale rialzista tracciato a partire dalla tenuta del livello di 97. Sul grafico a 4 ore può essere indicativo l’oscillatore stocastico che potrebbe girarsi verso la zona di ipervenduto e che a livello ciclico si è dimostrato molto preciso, viste le condizioni di complessiva lateralità all’interno della macrofigura di riferimento a triangolo valida ormai da fine maggio. Avremmo conferme di ciò al superamento della soglia di 98,05 e ancor di più di 97,85 per estensioni a 97,60. La tenuta del primo di questi livelli farebbe rientrare l’attuale all’interno della categoria di correzione di breve buona per ricomprare con obiettivi verso la cruciale area di 98,80.

EurJpy: riportiamo quasi fedelmente l’analisi di ieri ed anche qui la figura di riferimento resta il triangolo di medio periodo, in maniera molto simile al cambio UsdJpy. Ci troviamo in presenza di un supporto significativo come 129,75 sul quale è ancora in atto una correzione assimilabile ad una flag (che ieri non ha visto alcuno sviluppo dato il movimento contrario dei due cambi originali che formano questo cross) che passa dalla cruciale tenuta di 130,55 buono per gli short e per approfondire su eventuali break ribassisti verso 129,30 dove passa il supporto dinamico di medio periodo. Vista la difficoltà nel muoversi in laterale con questo cross, operazioni long sono consigliate in stop entry sopra la resistenza per obiettivi in area 131.

GbpUsd: dopo la forte volatilità di mercoledì, successiva allo speech del Governatore della Bank of England Carney, il cable si è mostrato poco volatile. Il grafico a 4 ore ancora ci segnala la validità della media mobile esponenziale a 21 periodi come resistenza dinamica e ora confluente con la media a 100, entrambi passante a 1,5530. Un possibile rimbalzo su questo punto riporrebbe le basi per la ripresa di 1,5480 e 1,5440 dove passa la trendline di medio periodo valida da inizio Luglio. Spunti bullish sono da ricercare sopra 1,5550 per la rivisitazione di area 1,56.

AudUsd:. La divergenza regolare rialzista tra prezzo e oscillatore stocastico su time frame a 4 ore che seguivamo ieri ha trovato lo scoglio invalicabile della media mobile esponenziale a 21 periodi, la cui tenuta ha permesso la ripartenze short per riprese dei target che individuavamo a 0,8930 e 0,89. Sul medesimo time frame permangono queste condizioni, con l’oscillatore ancora in divergenza e il prezzo ancora sul test della media 21 superata la quale si potrebbe salire verso 0,90 e 0,9030 in estensione. Logicamente, se il livello dovesse ancora tenere, riguarderemmo ai medesimi obiettivi e soprattutto ai fortissimi supporto in area 0,89.

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