Euro non è più irreversibile, banche si preparano al peggio

12 Gennaio 2015, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Banche e altri istituti finanziari di tutto il mondo stanno sottoponendo a degli stress test i loro sistemi interni, preparando un piano di emergenza biennale per far fronte all’evento choc di una possibile uscita della Grecia dall’area euro.

A riportarlo è il Wall Street Journal.

Nel frattempo i media greci hanno iniziato a raccontare di scene da panico e corse agli sportelli nel paese. La Banca centrale greca ha voluto rassicurare i mercati in questo senso. Ma a due settimane dalle elezioni che potrebbero portare al ritorno della dracma l’incertezza politica è innegabile e ha un impatto importante sulle piazze finanziarie e sul morale della gente.

Il 25 gennaio si terrano le elezioni generali che potrebbero sancire la vittoria del partito anti austerity Syriza. I sondaggi continuano infatti a dare in vantaggio la fazione di sinistra sui conservatori al governo.

Se dovesse diventare primo ministro, il leader Alexis Tsipras proverebbe a rinegoziare con i creditori internazionali il debito enorme del paese ellenico. Gran parte del passivo verrebbe abbattuto, provocando perdite economiche in diversi paesi d’Europa. Ma sopratutto portando a un abbandono di Atene della moneta unica, che evidentemente non è irreversibile come si voleva far credere.

Si creerebbe un precedente pericoloso che nessuno a Bruxelles ha interesse a creare. Non è ben chiaro, tuttavia, quali condizioni la Germania e gli altri stati teutonici virtuosi siano disposti ad accettare. Finora non hanno mai aperto all’interruzione delle misure di rigore.

Citigroup, Goldman Sachs e società di brokeraggio come ICAP PLC intanto hanno già iniziato a condurre gli esami dei propri bilanci per non farsi trovare impreparati nel caso di un evento che segnerebbe un punto di non ritorno per l’euro.

Si parla della stessa valuta che Draghi ha promesso di fare tutto il possibile per salvare in un famoso intervento datato estate 2012 che ebbe l’effetto placebo di ridare fiato ai mercati, in particolare sul fronte dei titoli di Stato.

Nel giugno del 2012 la dracma apparse sugli schermi di Bloomberg sotto il ticker “XGD Currency” (dove XGD sta per Greek Drachma), per poi scomparire dopo una chiamata arrivata da Francoforte.

Fonte: Wall Street Journal

(DaC)