Euro: la domanda non è se ma quando il progetto salterà

10 Gennaio 2013, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Un Welfare gonfiato, tasse alte, mercato del lavoro inefficiente: la nuova analisi spietata del Wall Street Journal sul modello economico fallimentare dell’area euro.

Le previsioni spostano la domanda non sul se, ma sul quanto tempo sopravvivera’ ancora il progetto della moneta unica, pieno di falle – cui e’ difficile porre rimedio in corsa – fin dalla sua nascita.

Il titolo del report parla da solo: “Lo stato di welfare europeo fallimentare” e ci ricorda che nonostante l’ottimismo e il buon andamento dei mercati visti di recente, le economia della regione sono destinate a una nuova fase di recessione e questo lo si deve ai problemi strutturarli che non sono mai stati risolti e con i quali i paesi membri ora dovranno fare i conti.

“Molto poco e’ stato fatto e per decenni il modello economico europeo non e’ riuscito a generare crescita economica e posti di lavoro”. L’articolo, che chiede un mercato del lavoro ancora piu’ flessibile, anche in tempi di crisi, va preso con le dovute precauzioni, essendo scritto in un periodo in cui la destra conservatrice americana sta cercando di evitare un inasprimento delle regole del sistema finanziario, colpevole della crisi subprime, una struttura di health care ben poco snella e parzialmente sotto il controllo statale, cosi’ come un innalzamento della pressione fiscale.

Il modello “socialista” europeo e’ sempre stato visto dai Repubblicani come uno spauracchio e dagli economisti iper liberisti Usa una sorta di strada impervia da non percorrere per nessun motivo. Tuttavia negli Stati Uniti il potere della Federal Reserve di stampare moneta all’infinito potrebbe consentire programmi di rilancio monetario-economico che la Banca Centrale Europea non puo’ permettersi.

Per capire se ha ragione il Wall Street Journal nella sua tesi (che si puo’ sintetizzare in un “modello Usa batte modello euro”), si possono analizzare i dati storici, osservando l’andamento del rapporto tra tasso di crescita di occupazione e popolazione (per le persone con piu’ di 15 anni) nell’area della moneta unica e negli Stati Uniti.

Mettendoli a confronto si scopre che dal 1999, anno di nascita della moneta unica, i suoi stati membri hanno registrato un leggero incremento del tasso (vedi grafico a fianco), ma la performance e’ stata migliore di quella del mercato del lavoro statunitense.

Nel complesso il rapporto tra livello di occupazione e popolazione nell’area euro rimane sotto quello degli Stati Uniti, ma il motivo principale e’ che i tassi di partecipazione delle donne al mondo del lavoro sono sempre stati storicamente bassi nel sud d’Europa.

Tuttavia, se l’argomento chiave del Wall Street Journal e’ la creazione e crescita di posti di lavoro dall’introduzione dell’euro, allora bisogna prendere come riferimento il 1999 come data di partenza.