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Oro, Etf gestiscono un controvalore da 50 miliardi di dollari

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Di fronte alla tempesta finanziaria avvenuta in seguito alla diffusione globale del Covid-19 la risposta strategica di molti gestori è stata abbastanza intuitiva: virare sui metalli preziosi e, in particolare, sull’oro. Per esporre il portafoglio al bene rifugio per eccellenza la scelta degli Etf è risultata estremamente popolare, come testimoniano i dati raccolti da Bloomberg: da inizio anno questi fondi che acquistano oro e argento fisico hanno accumulato asset per 50 miliardi di dollari. Nessuna banca centrale, ad eccezione della Fed possiede in riserve auree un controvalore tanto elevato.

“Non c’è alcun dubbio nella mia mente che sia la domanda di Etf a guidare i prezzi dell’oro al momento”, ha dichiarato il capo strategist per l’oro presso State Street Global Advisors, George Milling-Stanley, “al momento è un buon business in cui operare”.

Secondo i calcoli dell’agenzia Bloomberg, infatti, i primi 10 Etf basati sull’oro potrebbero incassare in commissioni circa 610 milioni di dollari nell’arco di un anno, mentre i primi 5 Etf basati sull’argento potrebbero arrivare a 110 milioni. La corsa all’oro, e il relativo aumento del valore, ha anche accresciuto i guadagni dei detentori fisici del metallo come JP Morgan Chase e Hsbc Holdings, che custodiscono l’oro per conto degli Etf. Questa attività bancaria, nota come vaulting, di norma vale circa il 10% dei redditi complessivi generati dai metalli preziosi secondo il direttore della ricerca presso Coalition Development, Amrit Shahani. Questa percentuale, quest’anno “potrebbe essere facilmente raddoppiata”.

La grande domanda di oro guidata dagli Etf ha perfino sollevato il dubbio che banche come Hsbc e Jp Morgan Chase abbiano spazi sufficienti per ospitare l’oro fisico corrispondente nei propri caveau. Il fondo GLD, infatti, ha acquistato parte dell’oro fisico direttamente da riserve detenute presso la Banca d’Inghilterra, che durante il lockdown non era stata in grado di trasferire per tempo l’oro presso la HSBC. Secondo l’esperto di State Street, comunque, siamo ancora lontani dal doverci preoccupare per gli spazi nei caveau di Londra.

Da inizio anno l’oro ha guadagnato il 27,89% e ha raggiunto un valore massimo superiore ai 2.000 dollari l’oncia: si tratta, ovviamente, della commodity che meglio ha reagito alla crisi-coronavirus.