Elezioni Usa, una partita tutta da giocare. Implicazioni per il mercato

28 Agosto 2020, di Mariangela Tessa

Con la convention repubblicana terminata da poche, il quadro politico d’Oltreoceano appare tutt’altro che definito in vista delle elezioni Usa nonostante i sondaggi vedano Joe Biden condurre con un discreto vantaggio.

“Su alcuni temi, prevalentemente economici, Trump gode ancora di un vantaggio di percezione sul suo rivale ed è indubbio che la recessione in corso, la crisi sanitaria e il movimento #blacklivesmatter abbiano riaperto una partita che fino a pochi mesi fa sembrava definitivamente chiusa” spiega Roberto Rossignoli, Portfolio Manager di Moneyfarm.

“Statisticamente, affidarsi solo all’appartenenza politica del presidente degli Stati Uniti per decidere come investire potrebbe essere estremamente azzardato, in quanto l’analisi della politica (e del suo impatto sui mercati) non può fermarsi alla bandiera che la Casa Bianca rappresenta”, dice Rossignoli, aggiungendo che molti sostenitori di Trump non sono disponibili a rendere pubblico il loro sostegno. “Lo abbiamo già visto alle elezioni del 2016, quando i sondaggi davano la Clinton in vantaggio di circa il 5%”.

Trump avanza sui temi economici

“Su alcuni temi, prevalentemente economici, Trump gode ancora di un vantaggio di percezione sul suo rivale. Anche la tensione con la Cina potrebbe aiutare il candidato repubblicano, che nell’immaginario collettivo è percepito come uomo forte e grande negoziatore” spiega Rossignoli.

Tutto questo senza considerare che negli ultimi dieci anni i sondaggi sono stati tutt’altro che infallibili.

“Soprattutto negli Stati più in forse (Arizona, Wisconsin, Florida), e quindi decisivi per la vittoria, il vantaggio dei democratici è molto inferiore a quello nazionale indicato dai sondaggi, senza contare che, storicamente, a livello nazionale, i sondaggi hanno avuto un margine di errore superiore.
La base repubblicana dei votanti è stata forse meno colpita sia dal punto di vista sanitario che economico dalla recente pandemia di Covid-19 e quindi risulta meno ricettiva rispetto a certe tematiche” conclude l’esperto.

Implicazioni sul mercato

In uno scenario che appare ancora incerto, quali possono essere le implicazioni sul fronte dei mercati?

“La volatilità è da considerare parte del gioco e il mercato sembra scontare l’avvento di un governo democratico, con Joe Biden che promette di non imporre tasse aggiuntive per chi guadagna 400 mila dollari o meno” spiega Sébastien Galy, Senior Macro Strategist di Nordea AM.  Che ha aggiunto: “In un contesto di questo tipo, potrebbe essere tattico avere una piccola posizione negli US Treasury a lunga scadenza .”

Secondo Didier Saint-Georges, membro del comitato strategico di investimento Carmignac difficilmente un programma economico di impronta democratica avrebbe un impatto positivo sul settore bancario e su quello dell’energia, favorendo invece l’economia reale (Main Street), ovvero i produttori di beni di consumo in generale.

“Le elezioni statunitensi saranno probabilmente associate a un picco di volatilità, poiché c’è ancora molta incertezza riguardo alla svolta nelle politiche fiscali, fiscali e commerciali condizionate all’esito delle elezioni e al suo impatto sui prezzi degli asset  hanno dichiarato in una nota recente Claudio e Irigoyen e David Hauner  di Bank of America. 

Per ora, gli strategist di Wall Street stanno preparando i clienti per un’ampia gamma di possibili risultati.

“Tutti gli scenari Trump / Biden sono sul tavolo”, ha detto l’analista di Wells Fargo Christopher Harvey. Non è tutto: “Non possiamo escludere la possibilità che uno (o entrambi) dei candidati risulti positivo al Covid prima del giorno delle elezioni”, ha aggiunto Harvey, spiegando che questo potrebbe infliggere un duro colpo ai mercati.

La storia suggerisce che i rendimenti del mercato azionario tendono assottigliarsi in vista delle elezioni presidenziali statunitensi, rimbalzando una volta che i risultati diventano chiari, secondo Harvey, che ha analizzato i rendimenti dell’indice S&P 500 nelle ultime 23 presidenziali. Non c’è motivo di pensare che questa tendenza non verrà replicata quest’anno.