Elezioni Uk: mercati euforici e sterlina in rally, ma per quanto?

13 Dicembre 2019, di Mariangela Tessa

Mattinata in volata per la sterlina, dopo i risultati delle elezioni Uk, che hanno confermato il trionfo dei Conservatori. Reduce dalla performance positiva di ieri, la valuta britannica allunga ulteriormente, recuperando nuovo terreno sulle principali controparti. Anche il mercato azionario, dopo un avvio negativo, ha imboccato la via dei rialzi.

Un trend positivo che dovrebbe essere confermato non solo per il mercato forex ma anche per i mercati obbligazionari, secondo John Stopford, Portfolio manager del Global Multi-Asset Income Fund di Investec AM.

 “L’incertezza politica del Regno Unito si è manifestata in investimenti deboli da parte delle imprese, che hanno contribuito negativamente alla crescita del PIL per cinque degli ultimi otto trimestri e un mercato immobiliare modesto, con i prezzi delle case che non sono riusciti a tenere il passo con l’inflazione. La vittoria dei conservatori ha fornito una certa chiarezza economica per il breve termine, poiché il Regno Unito lascerà finalmente l’UE e gli investimenti netti del settore pubblico torneranno a livelli storicamente elevati. Crediamo che i mercati inizieranno a prepararsi per una crescita di Boris Johnson. Ciò tenderebbe a sostenere i rendimenti dei titoli di Stato (il Regno Unito è uno dei mercati dei titoli di Stato più costosi che copriamo) e una sterlina più forte. Tuttavia, riteniamo che il rally sarà limitato, perché c’è la possibilità di una rapida transizione post-Brexit verso un’ulteriore incertezza sulle future relazioni commerciali del Regno Unito con l’UE.

Boccata d’ossigeno per i mercati, ma per quanto?

La vittoria del partito conservatore alle elezioni generali del Regno Unito dovrebbe dare un po’ di sollievo ai mercati del Regno Unito, secondo David Zahn, Head of European Fixed Income di Franklin Templeton. Ma avverte che è probabile che l’attenzione degli investitori si rivolga rapidamente al modo in cui il nuovo governo può davvero “realizzare la Brexit“.

“È probabile che i mercati vedano la vittoria dei conservatori nelle elezioni generali del Regno Unito come il risultato più positivo. Sebbene sia stato considerato il risultato più probabile nel periodo precedente al sondaggio, ci aspettiamo che i mercati reagiscano favorevolmente, con i rendimenti dei GILTS che probabilmente diminuiranno e la sterlina probabilmente si rafforzerà. Pensiamo che anche le attività a rischio come i corporate bonds si rafforzeranno. Il manifesto conservatore era incentrato sul “portare a termine la Brexit”, quindi avremmo anticipato una rapida mossa per ratificare il disegno di legge sull’accordo di recesso del Primo Ministro Boris Johnson. Se ciò avrà esito positivo, il Regno Unito lascerà l’Unione europea il 31 gennaio 2020. I mercati, desiderosi di porre fine all’incertezza sulla Brexit, probabilmente risponderanno positivamente a breve termine” si legge in un nota che continua: “Un sollievo del mercato in occasione di una vittoria del partito conservatore potrebbe essere di breve durata poiché gli investitori ruotano rapidamente pensando al futuro, in particolare per la Brexit. Una volta che l’accordo di recesso dell’UE sarà ratificato dal Parlamento, il Regno Unito avvierà un periodo di negoziati su un futuro accordo commerciale. Tale processo di negoziazione può durare fino a undici mesi, il che non concede molto tempo per le complesse discussioni richieste.

Verso un aumento delle spese

Passando ad analizzare le politiche che saranno messe in atto dal governo conservatore, oltre al chiaro mandato per l’uscita dall’Unione,  secondo Howard Cunningham, Fixed Income Portfolio Manager di Newton (BNY Mellon Investment Management) la maggioranza dei Conservatori porterà a un aumento delle spese attuali e delle entrate fiscali di circa 3 miliardi di sterline rispetto alle precedenti stime di budget, che però non avrà un grande impatto su gilt o sterlina.

“Una fase di rally per le azioni e per il GBP è plausibile, grazie alla fine dell’incertezza. Per la stessa ragione potremmo assistere a un lieve indebolimento del mercato dei gilt. Tuttavia, una maggioranza dei Conservatori era già stata incorporata nelle valutazioni dei mercati, quindi non ci aspettiamo di vedere grandi movimenti nel breve termine”.

Il 2020 potrebbe essere diverso, secondo Cunninghamperché avranno inizio le difficili negoziazioni sui rapporti commerciali futuri tra Gran Bretagna e UE. Sinché non vi sarà chiarezza sul loro esito, le imprese manterranno probabilmente in pausa gli investimenti, e difficilmente il prossimo budget potrà introdurre stimoli fiscali significativi.

Resta rischio no-deal

Guardando al futuro, ‘l’incertezza sulla Brexit continuerà”, conferma Daniele Vernazza, capo economista internazionale di UniCredit. L’accordo proposto dal premier Boris Johnson, infatti, “copre solo la separazione dall’Unione europee, che non è che il primo passo’, mentre ‘i negoziati sulle future relazioni non sono nemmeno cominciati e probabilmente dureranno anni”.

I Conservatori, infatti, propongono una hard Brexit, con l’uscita del Regno Unito (a eccezione dell’Irlanda del Nord) dal mercato unico e dall’unione doganale e con la conseguente stipula di un nuovo trattato di libero scambio.

“E’ tuttavia altamente improbabile che un accordo del genere possa essere firmato entro la fine del 2020”, prosegue Vernazza, mettendo in guardia sul fatto che ‘l’eventuale rifiuto di estendere il periodo di transizione porterebbe al rischio molto concreto di una Brexit “no deal” alla fine del 2020′, fatto che sarebbe ‘molto negativo dal punto di vista economico’.

Lo “scenario base” di UniCredit resta tuttavia quello di una proroga del periodo transitorio e quindi dei negoziati tra Regno Unito e Ue per la firma del nuovo trattato.