Elezioni Russia: Partito Comunista, il programma di Grudinin, “l’agronomo”

5 Gennaio 2018, di Daniele Chicca

Quando il 23 dicembre del 2017 il partito comunista russo ha sorpreso tutti non nominando lo storico leader Gennady Zyuganov, bensì preferendogli “l’agronomo” Pavel Grudinin, direttore di una enorme azienda agricola statale nella regione di Mosca (Sovchoz), sono aumentate le chance di vittoria per la formazione politica al voto del 18 marzo.

La candidatura presidenziale del CEO della Lenin State Farm è stata posticipata più volte per decisione di Gennady Zyuganov, segretario del Partito Comunista. Ora però Ziuganov sostiene che sia arrivato il momento del passaggio di consegne: “Grudinin è una persona che sa lavorare, ascoltare le persone e compiere le promesse”.

Nato a Mosca nel 1960 e diventato un ingegnere di successo, sarà Grudinin il candidato della sinistra “populista” anti Putin. Laureato in Ingegneria Meccanica ha in seguito lavorato dagli Anni 90 presso la Lenin State Farm, un’importante azienda agricola russa. Negli anni 2000 ha iniziato a dedicarsi a una formazione universitaria nella pubblica amministrazione e in giurisprudenza, lanciando così la sua carriera politica.

Grudinin cercherà di puntare sul fattore novità, giocando in suo favore il fatto di essere un personaggio nuovo del panorama politico russo e un businessman di cui si parla poco nei media e che è più che altro conosciuto nel mondo imprenditoriale. Rispetto a Ziuganov, che si era candidato nelle ultime cinque elezioni presidenziali senza mai vincerle, l’agronomo Grudinin rappresenta sicuramente un’alternativa più giovane che potrebbe ampliare l’appeal politico e lo spettro elettorale di un partito retrogrado, che da anni, percorrendo anche nuove strade, prova invano a riportare i comunisti ai fasti di un tempo.

Negli ultimi anni l’ala sinistra del partito ha accusato Ziuganov di aver tradito i fondamenti del marxismo-leninismo a favore di una corrente più nazionalista borghese, e di essersi avvicinato alle posizioni populiste più di destra del partito di Putin. Il Partito Comunista (KPRF) è considerato un partito revisionista e conservatore dagli altri gruppi dell’estrema sinistra russa, come Avanguardia della Gioventù Rossa, parte dell’ampio Fronte di Sinistra e dal Partito Comunista Operaio Russo – Partito Rivoluzionario dei Comunisti.

Il Partito Comunista è arrivato secondo alle ultime elezioni parlamentari del 2016 dietro al partito Russia Unita di Putin, ma si è aggiudicato soltanto il 19% dei voti pari a 42 seggi alla Duma contro i 92 di cinque anni prima. Il 23 dicembre Russia Unita ha assicurato che avrebbe appoggiato la candidatura di Putin, il quale – pur candidandosi da indipendente – dovrebbe ancora agilmente uscire vittorioso. Un sondaggio del Centro Levada commissionato l’anno scorso diceva che due terzi del campione avrebbe voluto Putin ancora come presidente nel 2018.

Il leader del partito e primo ministro Dmitry Medvedev ha detto che gli piacerebbe vedere Putin affermarsi per l’ultimo volta e ha promesso che l’attuale presidente russo avrebbe avuto il suo “pieno sostegno”. Parlando al Congresso del partito Putin ha promesso incentivi per le aziende, lotta alla corruzione e di dedicare risorse finanziarie extra per i sistemi in difficoltà di istruzione e assistenza sanitaria, una mossa che da alcuni è stata interpretata come un chiaro intento di rubare voti alle fazioni di sinistra.

All’emittente russa Rossiya 24 (vedi video sotto) Grudinin ha detto che il suo obiettivo durante questa campagna elettorale sarà quello di “giustificare la fiducia” che è stata posta in lui e fare tutto per vincere in una delle elezioni più equilibrate della storia recente della Russia. Detto questo e malgrado l’avvicinarsi del tramonto per Putin, i sondaggi lo danno ancora largamente favorito.