Elezioni: litigi M5S-Lega, ma è unico governo possibile

28 Marzo 2018, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – L’unica alternativa realistica è un governo targato Lega, primo partito del centrodestra, che con il 37% delle preferenze è la prima coalizione italiana, e Movimento Cinque Stelle.

Così due fonti vicine al movimento a Reuters anche se Bruxelles e gli investitori potrebbero non gradire un governo dal sapore populista che potrebbe mettere in discussione le regole europee su bilancio, commercio e immigrazione.

“Salvini sta facendo tutte le mosse giuste e ci sono molte misure che condividiamo”.

Così la prima fonte pentastellata proprio mentre il leader della Lega ha aperto al reddito di cittadinanza, cavallo di battaglia dei pentastellati e in generale al Movimento 5 Stelle.

“Non li conoscevo bene. Ho scoperto che nel M5S ci sono persone ragionevoli e costruttive (…) Tuttavia, una richiesta da parte del leader dei 5 Stelle Luigi Di Maio di essere lui a guidare il governo non sarebbe un modo giusto per partire. Di Maio non può dire o io o niente. So benissimo che anche Di Maio ha voglia di fare in fretta perché [entrambi] abbiamo preso i voti per governare (…) la Lega non è disponibile  a governoni o governissimi. (…) Certo: noi abbiamo scritto nel simbolo Salvini premier, e su questo abbiamo preso 6 milioni di voti ma una cosa è certa: io non penso a figure esterne o tecnici, gli italiani hanno già dato. Io credo che il candidato premier debba essere indicato dal centrodestra, per il semplice fatto che è la coalizione che ha vinto”.

“Più di ogni altra cosa i nostri elettori vogliono che andiamo al governo“, così l’altra fonte ma rimane lo scoglio principale da superare, ossia chi si aggiudicherà la premiership. Mentre Salvini ha detto di essere pronto a guidare il governo ma non a tutti i costi, Luigi Di Maio è stato in un certo senso categorico.

“Il premier deve essere espressione della volontà popolare. Il 17% degli italiani ha votato Salvini Premier, il 14 Tajani, il 4 Meloni. Oltre il 32% ha votato il M5S e il sottoscritto come premier. Non mi impunto per una questione personale, è una questione di credibilità della democrazia. È la volontà popolare quella che conta. Farò di tutto affinché venga soddisfatta”.