Elezioni, Germania: tutti ma non Berlusconi

19 Febbraio 2013, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Tutti ma non Berlusconi. Sembra questo il concetto piu’ forte e sempre costante che rimbomba dall’Europa in questi ultimi giorni di campagna elettorale.

Sulla falsa riga dell’analisi di Societe Generale, un report di Credit Suisse ieri avvertiva che “il quadro relativamente più rassicurante per i mercati è la vittoria del centrosinistra, che formerà probabilmente un governo con Monti”. E segnala l’aumento di popolarità di Grillo, che “potrebbe complicare lo scenario”.

Le banche svizzera e francese si dicono fortemente preoccupate, invece, per una possibile vittoria della coalizione PdL-Lega guidata dal Cavaliere del Lavoro, e non sono sole. Il governo tedesco, e non e’ la prima volta, lancia un simile appello agli elettori italiani in vista delle politiche di domenica e lunedi’.

Nella prima pagina la ‘Sueddeutsche Zeitung’ (SZ) sotto il titolo “Berlino mette in guardia da Berlusconi”, campeggiano le dichiarazioni del ministro degli Esteri, il liberale Guido Westerwelle, che invita gli elettori a fare nella cabina elettorale “una scelta europeista“.

“Non siamo ovviamente parte nella campagna elettorale italiana”, dichiara il ministro al giornale, “ma noi puntiamo, chiunque sia al governo, sulla continuazione della linea pro europeista e delle riforme”. Forte ammonimento anche dal presidente cristiano-democratico della Commissione Esteri del Bundestag, Ruprecht Polenz (Cdu), secondo il quale “l’Italia ha bisogno di personalita’ politiche guida volte verso il futuro. E Berlusconi non ne fa parte”.

La ‘Sueddeutsche’ scrive che, anche se Westerwelle si e’ espresso in maniera prudente, “le sue parole vanno intese come un chiaro ammonimento”. Il giornale sottolinea che il ministro segue molto da vicino la campagna elettorale italiana, mentre nel suo entourage si spiega che proprio per la sua forza economica l’Italia e’ “un Paese chiave per il superamento della crisi europea del debito“. Il giornale di Monaco di Baviera rileva che a Berlino governo e opposizione sono spaventati dai sondaggi, dai quali emerge che il partito di Berlusconi sta recuperando terreno nei confronti dell’alleanza di sinistra.

La ‘Sueddeutsche’ spiega che e’ da considerare improbabile che la Merkel faccia dichiarazioni sulla campagna elettorale italiana e riporta la smentita del ministero delle Finanze tedesco su una notizia pubblicata in Italia, secondo la quale il ministro Wolfgang Schaeuble (Cdu) avrebbe invitato a non votare per Berlusconi. In un commento dal titolo “Finalmente qualcuno lo dice”, la ‘Sueddeutsche’ giustifica gli interventi dei politici tedeschi nella campagna elettorale italiana.

“La Germania non ha piu’ bisogno di immischiarsi nella campagna elettorale italiana, poiche’ ci e’ gia’ dentro da tempo e non potrebbe modificare le cose nemmeno con un elegante riserbo”, scrive il giornale, secondo il quale le preoccupazioni espresse da Westerwelle e da altri politici tedeschi “forniscono agli italiani informazioni tollerabili prima della loro scelta elettorale”.

La conclusione della SZ e’ che “in un’Unione europea in cui merci, prestazioni e normative valicano i confini, e’ ormai giunta l’ora di consentire cio’ anche al dibattito politico”.

Intanto in un’intervista al Messaggero, il premier uscente Mario Monti dice di avere “sempre avuto la visione che per risolvere i gravissimi problemi dell’Italia serva un consenso piuttosto largo. Pr questo mi sono dichiarato spesso a favore di grandi coalizioni, anche quando era quasi una bestemmia dirlo. Credo perciò che uno spirito di larga condivisione di un progetto-Paese sia una cosa giusta ed efficace e può darsi che condividere alcune importanti cariche istituzionali giovi da questo punto di vista”.

Secondo il professore della Bocconi “il Paese è più governabile di quanto di creda, per esempio nel novembre del 2011 sembrava ingovernabile, invece è stato governato. E bene, credo”. Quanto a Bersani “ha fatto esperienze di governo, magari non molte esperienze internazionali finora. Ma, se toccherà a lui, saprà assumersi le sue responsabilità. Oggi però governare l’Italia non significa governare a Roma, significa prendere decisioni a Roma e avere influenza a Bruxelles in sede di Unione Europea”.

A breve si voterà anche per il nuovo capo dello Stato: “Prodi è una persona che ha tantissimi titoli per poter aspirare a quella carica. Ma mi piace molto l’idea di avere una presidente donna di cui si parla da anni. Nomi? Non ne faccio”.