Elezioni, a rischio bond europei ma soprattutto BTP

28 Marzo 2018, di Livia Liberatore

I rendimenti dei titoli di stato della zona euro sono crollati martedì dopo che l’inflazione spagnola è cresciuta meno delle aspettative e due politici della Banca Centrale Europea hanno indicato nell’inflazione bassa un motivo per rimanere pazienti per la politica monetaria restrittiva. Il membro del Consiglio direttivo Erkki Liikanen ha detto che l’inflazione della zona euro potrebbe rimanere inferiore alle attese, anche se la crescita è robusta, e che quindi la Bce deve avere pazienza nel rimuovere gli stimoli. Sulla stessa linea un altro membro del Consiglio direttivo, Jozef Makuch.

Il rendimento del bond governativo tedesco a 10 anni è sceso al livello più basso in più di due mesi allo 0,504%. I rendimenti dei titoli di stato dell’Europa meridionale, considerati i principali beneficiari di una politica monetaria accomodante, sono diminuiti di 2-5 punti base. Martedì scorso, lo spread fra Spagna e Italia ha raggiunto il livello più ampio in poco più di sette mesi, indice di un crescente nervosismo per la situazione politica italiana oltre che per la prospettiva del protezionismo commerciale internazionale.

Il differenziale tra il debito dei due Paesi periferici, incluso in alcune misure di rischio politico del mercato, è passato a 67 punti base, il livello più ampio dal 23 agosto. Finché tiene lo scudo della Bce, i BTP dovrebbero essere al sicuro. La scadenza del Quantitative Easing è prevista a settembre 2018, ma il piano potrebbe venire esteso fino alla fine dell’anno, a seconda dell’andamento di economia e inflazione. I rischi sono tuttavia aumentati con l’idea di un governo M5S-Lega che prende piede, come ha confermato l’analista di DZ Bank Sebastian Fellechner.