Effetto Brexit, S&P taglia stime Eurozona

4 Luglio 2016, di Daniele Chicca

LONDRA (WSI) – La Brexit costerà all’Eurozona lo 0,8% del Pil nei prossimi due anni. Il Regno Unito da parte sua rischia di piombare in recessione. Sono le stime di Standard &Poor’s con l’agenzia di rating americana che ha tagliato le previsioni sulla crescita europea.

Dopo il voto sorprendente del referendum britannico del 23 giugno, analisti e osservatori economici hanno cercato di calcolare il possibile impatto del divorzio non amichevole tra Londra e Bruxelles: secondo S&P “il Regno Unito eviterà a malapena una recessione, ma i rischi di un quadro peggiore sono numerosi“.

Il conto che il voto presenterà all’economia britannica è rilevante: per S&P l’uscita dalla Ue avrà un impatto negativo dell’1,2% sulla crescita del 2017 e dell’1% su quella del 2018. Non è un caso che il ministro delle Finanze di Londra, George Osborne, sia già al lavoro su possibili contromisure. La prima delle quali sarebbe fare diventare Londra una specie di paradiso fiscale sullo specchio del sistema irlandese. Secondo le ultiem indiscrezioni il Cancelliere del Tesro sembra che sia intenzionato a ridurre sotto il 15% l’imposizione fiscale sulle imprese (a fronte del 12,5% dell’Irlanda).

Per l’Eurozona, invece, S&P prevede che la ripresa economica prosegua, ma conta nondimeno su un impatto negativo pari allo 0,8% nel 2017 e nel 2018. La Brexit – notano gli analisti – “avrà indubbiamente un costo in termini di crescita per l’area euro per via di un livello più basso degli scambi commerciali e degli investimenti. Di contro, la risposta della Bce rappresenterà un fattore chiave di sostegno”.

L’agenzia prevede inoltre che la Banca d’Inghilterra porti i tassi a zero entro fine 2016 e riprenda il programma di Quantitative Easing nel 2017, malgrado la ripresa dell’inflazione dovuta all’indebolimento della sterlina.

Dal punto di vista politico, gli osservatori sanno che “le negoziazioni saranno difficili, visto che i leader europei vogliono evitare di creare un precedente che mostri che uscire dall’Unione sia possibile facilmente. Probabilmente le trattative dureranno almeno per i prossimi due anni“.