Effetto Brexit a Londra: 500mila posti a rischio

14 Luglio 2016, di Daniele Chicca

LONDRA (WSI) – L’effetto Brexit si farà sentire molto prestito nel mercato del lavoro della capitale finanziaria europea di Londra. Il tutto mentre l’economia britannica rischia di piombare in una fase di recessione, la quale mette a rischio il mercato del lavoro britannico. Sono in tanti nel settore finanziario a rischiare di perdere posto di lavoro o nella migliore delle ipotesi di essere trasferiti in un paese Ue.

Credit Suisse ha intitolato “Mayday! Mayday!” la sua ultima nota ai clienti in cui parla del pericolo di perdita di ben 500mila posti di lavoro a causa della Brexit. La sensazione della banca svizzera, condivisa anche da numerosi altri analisti, è che il Regno Unito finirà in recessione come conseguenza dell’uscita dall’Unione Europea.

Uno degli esempi delle prime conseguenze del voto choc del 23 giugno arriva dalla Svizzera. Secondo il numero uno della banca d’affari UBS, dopo la vittoria del fronte del Leave nel referendum sulla Brexit, l’istituto potrebbe “con tutta probabilità spostare un buon numero di dipendenti” che ora si trovano a Londra per “trasferirli in un altro paese dell’Unione Europea“.

Brexit, grandi banche preparano le valigie

Il Tesoro britannico sta cercando di mettere pressione sulle banche perché mantengano la calma e continuino a fare i loro affari come se nulla fosse. Ma il capo della banca UBS Andrea Orcel ha ammesso all’emittente televisiva americana Bloomberg che se verranno revocati i diritti di fornire servizi alla clientela Ue dal Regno Unito e di effettuare transazioni in euro,una “percentuale significativa” dei 5mila dipendenti della banca a Londra farà le valigie. UBS non lascerà comunque in toto il Regno Unito.

UBS è solo l’ultima di una serie di banche d’affari che hanno avvertito del possibile trasferimento di posti di lavoro:

  • Dopo l’esito del voto sulla Brexit, i dirigenti di Goldman Sachs hanno fatto sapere che se non avrebbero più potuto fornire servizi in Ue dalla sede inglese, ovvero se questi diritti sarebbero stati completamente cancellati, avrebbe preso contromisure, spostando sede e personale.
  • Il Ceo di JP Morgan Jamie Dimon ha da parte sua annunciato che dopo la Brexit la banca dovrà spostare in Ue una parte delle 16mila persone del suo staff britannico.

Il governo britannico sta tentando di convincere le banche d’affari più importanti del mondo a rimanere. La settimana scorsa il Cancelliere dello Scacchiere George Osborne ha convocato al Tesoro i rappresentanti delle principali società del credito operative nel Regno Unito. Al termine della riunione in un comunicato stampa i manager hanno dichiarato che lavoreranno insieme “per aiutare Londra a difendere la sua posizione di centro finanziario leader a livello internazionale”.