Educazione finanziaria: un libro per aprirsi all’investimento (consapevole)

14 Ottobre 2021, di Alberto Battaglia

Il mondo della finanza viene spesso confinato, anche nell’ambito giornalistico che dovrebbe essere divulgativo per definizione, ad un gruppo di iniziati in grado di capire un gergo specifico e un’articolata serie di concetti.

Avvicinarsi a questa realtà richiede spesso una certa fatica, inutile nasconderlo. “L’investitore consapevole”, scritto e pubblicato dall’Head of Sales di Azimut Wealth Management, Mauro Massironi, punta a ridurre il più possibile queste difficoltà iniziali. Fornendo i concetti chiave con la brevità di un libro sotto il centinaio di pagine, Massironi si pone l’obiettivo di mettere in mano ai “non iniziati” gli strumenti per cominciare a investire.

Le basi della finanza e dell’economia

Per farlo in modo “consapevole”, però, non si possono non conoscere i concetti di base: l’inflazione, la volatilità, le principali componenti dei vari portafogli come azioni e obbligazioni, ma anche come allocare queste componenti in una strategia.
Il percorso affronta anche le trappole della finanza comportamentale: quegli atteggiamenti inconsapevoli che rischiano molto spesso di provocare scelte di investimento sbagliate. Ad esempio l’eccessiva fiducia nelle proprie capacità, che spinge gli investitori a rischiare come in un casinò o anche il suo opposto, la paura di perdere tutto, che blocca qualsiasi decisione facendo perdere più denaro di quanto non si pensi.

L’approdo finale del libro è che un consulente finanziario sarà un supporto prezioso in questo viaggio. E’ vero, purtuttavia, che per la maggioranza delle persone “fare tutto da soli” non è la scelta più conveniente.
Come scegliere un buon consulente: questa è la parte difficile. Secondo Massironi, l’advisor deve saper spiegare un processo di investimento.

“Significa darvi evidenza di come è arrivato alla determinazione del portafoglio che vi propone, sulla base di uno o più incontri conoscitivi”, ha affermato l’autore. “Fate caso alle domande poste e se ha tenuto conto delle vostre peculiarità; approfondite con cura cosa ha elaborato per voi e cosa ha condiviso con voi in termini di piano di sviluppo. Se le risposte a queste domande vi sembrano banali o troppo generiche e non vi convincono, lasciate perdere”.