Educazione digitale e finanziaria, Pimpinella: in Italia servono iniziative coordinate

6 Marzo 2020, di Alessandra Caparello

Il tema dell’educazione digitale e finanziaria è tra i più attuali sia per l’agenda politica sia per il dibattito pubblico. Gli italiani, attualmente, si trovano ancora a metà tra l’abitudine all’utilizzo di alcuni strumenti digitali e la reale acquisizione delle competenze necessarie a sfruttarli al meglio, soprattutto in ambito lavorativo. Intervistiamo oggi Maurizio Pimpinella, presidente dell’Associazione Italiana Prestatori Servizi di Pagamento, aderente anche a Confindustria digitale, che da oltre vent’anni opera a diversi livelli per la diffusione di una più ampia cultura del digitale e delle competenze specifiche.

Presidente, il Consiglio superiore della Banca d’Italia la settimana scorsa ha istituito due nuovi dipartimenti, uno dedicato all’educazione finanziaria, l’altro ai pagamenti. Cosa pensa di questa iniziativa?

Ritengo che sia un’iniziativa corretta. Giustamente la Banca d’Italia ha percepito la necessità di dedicare una maggiore attenzione a questi due ambiti. La scelta di istituire due nuovi dipartimenti è una scelta coerente coi tempi e con le scelte politiche correnti. L’Italia è un Paese in cui l’educazione finanziaria e i pagamenti elettronici stanno rapidamente diventando centrali non solo nel dibattito pubblico ma, soprattutto, nella vita di cittadini e imprese, direttamente coinvolti dalla trasformazione. Negli ultimi dieci anni, il mondo è cambiato profondamente dal punto di vista economico, finanziario e sociale. In poco tempo, le nostre abitudini sono cambiate in maniera sostanziale ed è, quindi, normale che le Istituzioni a tutti i livelli si adoperino per fornire gli strumenti più idonei ad affrontare il cambiamento.

Nell’ultimo decennio, in effetti, il panorama economico e finanziario è cambiato radicalmente, l’Associazione Prestatori Servizi di Pagamento che lei presiede è stata precursore del cambiamento.

Quest’anno, non a caso, abbiamo festeggiato proprio i dieci anni di attività dell’Associazione che nel corso di questo periodo ha consolidato il proprio ruolo di autorevole interlocutore tecnico ed istituzionale.

Quando abbiamo iniziato, il mondo che oggi viviamo quotidianamente era solo immaginabile. Secondo molti eravamo dei folli, ma avevamo intuito gli effetti che la  dirompenza del digitale avrebbe avuto soprattutto nel settore bancario, economico e finanziario fino ad influenzare la nostra società sotto ogni aspetto. Le direttive PSD1 e PSD2 hanno permesso l’emersione di nuovi soggetti dando loro
una cornice normativa all’interno della quale esprimere le loro capacità innovative. Per fare un esempio, quando abbiamo iniziato, Facebook viveva la sua epoca d’oro ed era poco più di un social network e WhatsApp – nata come semplice app di messaggistica – era stata appena creata. Oggi, invece, entrambe sono piattaforme facenti capo allo stesso gruppo e una progetta (ormai da tempo) la propria valuta digitale e l’altra ha avviato un sistema di pagamenti. Dieci anni fa poi, fintech e neobank come Revolut o N26, o nuovi soggetti come Amazon, Google e Apple Pay non erano nemmeno nei progetti dei loro
creatori. Questo è un settore in continua evoluzione e riesce a farne parte solo chi è in grado di
anticiparne le mosse e adeguarsi al cambiamento, una norma che vale sia per le persone
sia per le imprese.

Proprio per quanto riguarda la capacità di adeguarsi al cambiamento, è ovvio che affinchè ciò avvenga sia necessario che cittadini e imprese acquisiscano anche le dovute informazioni e competenze. Non è un caso, ad esempio, che il ritardo degli italiani nelle competenze digitali rispetto ai principali paesi europei si rispecchi, ad esempio, anche nel ritardo ella digitalizzazione della PA. Se la situazione è ancora questa è possibile che le iniziative messe in opera, ad esempio, dal Comitato per la programmazione e il coordinamento delle attività di educazione finanziaria non siano state adeguatamente efficaci?

La formazione è una vera e propria caratteristica del DNA dell’Associazione. Rispetto ad altri enti che pure si occupano di formazione, ciò che ci contraddistingue è che noi la facciamo davvero ad ogni livello e per ogni categoria in maniera organica e coordinata, sfruttando vari canali e vari strumenti comunicativi.

Al fine di veicolare nel migliore dei modi le informazioni e di farci portavoce della trasformazione digitale verso ogni strato della società, abbiamo realizzato anche un sito di formazione e informazione, un vero centro studi online come mi piace dire, Arena Digitale (www.arenadigitale.it).

Quali sono le iniziative dell’A.P.S.P. per agevolare la transizione al digitale?

Le nostre iniziative procedono per filoni verticali e siamo attivi in praticamente tutti i settori che sono potenzialmente coinvolti dalla trasformazione digitale. Laddove c’è un processo di incasso e pagamento da un F24 a un pagamento elettronico noi ci siamo. Le iniziative, infatti, sono molteplici e vanno dalle giornate dedicate a temi specifici ai momenti di presentazione più ampi dedicati allo scenario nel suo insieme. L’A.P.S.P. offre formazione su tutto il territorio nazionale a imprese e professionisti
nell’ambito della trasformazione digitale declinata in vari ambiti tra cui l’energia, la sanità, i trasporti, il turismo, lo sport, la sicurezza cibernetica, la pubblica amministrazione e, chiaramente, il settore finanziario ed economico affrontato sotto una prospettiva etica e sostenibile.
Professionisti e associazioni di categoria sono tra i nostri partner formativi preferiti. Abbiamo svolto decine di giornate di formazione per l’ordine degli avvocati e dei commercialisti di Roma.
La formazione di imprese e professionisti è al centro di particolari iniziative, anche accademiche, e ciò ci ha permesso la realizzazione di una importante sinergia con Federmanager, la più grande associazione di manager in Italia, con cui faremo una serie di corsi, dedicati ai loro associati, su tutto il territorio italiano sul digitale, sui pagamenti elettronici e sugli scenari evolutivi, tutte materie con cui i manager dovranno confrontarsi sempre di più.

Per lo svolgimento delle nostre varie iniziative utilizziamo diversi volumi realizzati dal
nostro centro studi in materia regolamentare, tecnica, giuridica eccetera.

Detto, delle iniziative che riguardano imprese e manager, quali sono le attività indirizzate alle scuole?

Per quanto riguarda i ragazzi di scuole e università il nostro supporto formativo è indirizzato a studenti, insegnanti e famiglie. Ciascuno di loro, infatti, ha un ruolo diverso ma convergente nella formazione stessa dei giovani ed è per questo che ritengo opportuno che ognuno venga formato adeguatamente per il ruolo che ricopre. Ai giovani delle scuole, ad esempio, è stato dedicato il libro e il concorso Stay Digital Pay Digital che ha permesso a loro e alle rispettive famiglie di acquisire le competenze di base in materia finanziaria. Inoltre, l’Associazione apre i suoi spazi e mette a disposizione degli studenti universitari che vogliano entrare in contatto con questo dinamico mondo, le sue competenze offrendo loro la possibilità di fare stage, collaborare a progetti e di coordinare la stesura delle tesi di laurea.
Ma non finisce qui, sempre sulla scia dell’incentivo alla conoscenza nelle nuove generazioni, è in fase di definizione una nuova iniziativa: “Idee digitali per il sistema Italia”.
Si tratta di un concorso che intende premiare le idee più divertenti ed innovative, proposte da studenti di scuole superiori o università, che aiutino a far percepire ai cittadini, e soprattutto ai giovani, la semplicità d’uso dei pagamenti elettronici ed i benefici che apportano alla collettività. Il principio di fondo è che l’educazione finanziaria è a tutti gli effetti uno strumento di cittadinanza e di inclusione sociale. Il progetto sarà ufficialmente presentato ad aprile e a maggio si terrà la premiazione.

Un Paese moderno non può permettersi di lasciare indietro nessuno quanto a competenze digitali e finanziarie e questo vale tanto per i professionisti e i cittadini di oggi quanto per quelli di domani, entrambi ugualmente importanti per garantire la crescita, la competitività e la sostenibilità del sistema Italia.

L’iniziativa della Banca d’Italia può essere utile a colmare il gap di competenze? 

L’iniziativa della Banca d’Italia è giusta e rimane un faro istituzionale per tutti noi, tuttavia, non penso possa essere sufficiente a colmare il nostro gap di competenze. Abbiamo necessità di iniziative coordinate che coinvolgano più enti istituzionali e che godano anche del prezioso supporto del mondo associativo.