Economia nel 2017: tre previsioni sorprendenti

9 Febbraio 2017, di Daniele Chicca

Tre sono le grandi sorprese che aspettano l’economia mondiale nel 2017, due indesiderate dai mercati e una invece che farà piacere ai rialzisti.

  1. Il protezionismo di Trump è destinato a rendere dura la vita per alcuni paesi emergenti come Messico e Turchia, che hanno basato le loro strategie di sviluppo sul successo delle loro esportazioni.
  2. Come conseguenza delle politiche espansive in materia fiscale e di investimenti pubblici dell’amministrazione Usa, la Fed sarà costretta a dare un’accelerata al ciclo di rialzo dei tassi.
  3. Allo stesso tempo l’Unione Europea, nonostante le incertezze politiche legate all’anno delle super elezioni, potrebbe registrare una crescita più sostenuta quest’anno.

È in estrema sintesi l’opinione espressa da Anatole Kaletski, chief economist dell’Institute of New Economic Thinking, in un’editoriale pubblicato sul sito Project Syndacate.

La divergenza in ambito di politica monetaria tra gli Stati Uniti e l’Europa e il Giappone è destinata a recare “uno choc potenziale al quale i mercati non sembrano preparati”, secondo l’economista, che prevede un rafforzamento del biglietto verde, in particolare nei confronti delle valute dei mercati cosiddetti in via di Sviluppo.

Le politiche di espansione del bilancio pubblico porteranno a una reflazione e la Federal Reserve non avrà altra scelta se non quella di imporre un numero di strette monetarie più alto del previsto nell’anno appena iniziato. Questo mentre in Europa e in Giappone sono ancora in atto strategie monetarie ultra accomodanti. Le divergenze di politiche delle banche centrali spingeranno ulteriormente in rialzo il dollaro Usa.

Quanto all’Europa, un’area che ha già fatto meglio – anche se di un soffio – degli Stati Uniti nel quarto trimestre del 2016 (1,7% contro 1,6% di crescita del Pil), secondo Kaletski una volta superate le paure di una disgregazione dell’area che hanno avuto un impatto importante fino all’anno scorso, il miglioramento progressivo dei principali indici di economia visto dal 2015 a oggi è destinato a continuare.