Non solo Carlo III. Ecco come vanno le economie delle altre monarchie europee

di Aleksandra Georgieva
8 Maggio 2023 18:00

Re e Regine non sono solo un ricordo del passato, come ci ha mostrato la spettacolare incoronazione dell’erede di Elisabetta II, Re Carlo III, tenutasi lo scorso 6 maggio. Ad oggi in molti Paesi europei vigono monarchie, che però negli anni ha cambiato forme e ha subito alcune modifiche di potere. Ad oggi sono poche le monarchie assolute, predominano invece quelle parlamentari. In diminuzione anche le monarchie costituzionali.

Le monarchie europee

Prima di iniziare a vedere le diverse monarchie europee rispondiamo ad una domanda fondamentale. Che cos’è una monarchia? La monarchia non è altro che una forma di Stato nella quale la sovranità appartiene al re/regina ed è ereditaria. Ci sono diverse forme di monarchia: parlamentare, costituzionale, assoluta. Le monarchia vige in 12 stati europei: Spagna, Regno Unito, Lussemburgo, Belgio, Paesi Bassi, Danimarca, Svezia, Norvegia, Principato di Monaco, Liechtenstein, Principato di Andorra, Città del Vaticano. Vediamo quali sono le loro perfomance economiche.

Regno Unito

La monarchia britannica è una delle più antiche del mondo: sebbene la data di inizio non è perfettamente precisa, gli storici sono riusciti a risalire al dominio del Re Atelstano iniziato nel 927. Un dettaglio importante da sottolineare è che da oltre 4 secoli la sovranità completa non è più nelle mani del monarca: nel 1689 con il Bill of Rights venne infatti stabilita la sovranità parlamentare. Attualmente in Gran Bretagna la forma di governo è la monarchia parlamentare costituzionale. E dopo la morte di Regina Elisabetta il trono è stato ereditato da Re Carlo III.

Possiamo dire che nei primi mesi da sovrano, il regno di Carlo II si trova economicamente in una situazione abbastanza complessa, con un inflazione al 10% su base annuale, tra le più elevate in Europa e una crescita del Pil dello 0,6% su base annuale e tasso di disoccupazione al 3,8%.

Belgio

La monarchia belga, di tipo parlamentare, a differenza di quella inglese non prevede un immediato passaggio al potere in caso di morte del predecessore: il nuovo re viene eletto solo in seguito al giuramento costituzionale. La monarchia belga è sempre stata conforme ai principi della rivoluzione liberale. La forma di governo del Belgio è la monarchia parlamentare federale ed il sovrano è Re Filippo, figlio primogenito di Re Alberto II e di Paola Ruffo di Calabria. Re Filippo è salito al trono nel lontano 2013 dopo l’abdicazione di suo padre per motivi di salute.

Il Belgio fa parte dell’Unione Europea e dell’Eurozona ed è uno dei paesi con il tasso d’inflazione più basso, nell’era dell’iperinflazione, al 5,6% su base annuale. E una crescita del Pil del 1,3% su base annuale.

Danimarca

La monarchia danese è tra le più storiche del mondo, insieme a quella dell’UK. Il primo Re che unificò l’allora frammentato regno di Danimarca fu Aroldo I Dente Azzurro, in carica dal 933. Fino al 1900 la Danimarca è stata una monarchia costituzionale e, prima ancora, fino al 1660, una monarchia assoluta.

L’attuale forma di governo è la monarchia parlamentare, e il sovrano in carica è la regina Margherita II di Danimarca (dal 1972), figlia maggiore di re Federico IX e della regina Ingrid.

Il paese scandinavo della sovrana Margherita II ha uno dei tassi di disoccupazione più bassi nel mondo, attualmente al 2,3% con una crescita del Pil su base annuale dell’1,3% e un’inflazione al 6,7%.

Liechtenstein

Nel caso del Liechtenstein, più che di monarchia si parla di “principato“. Il primo principe fu Carlo I, che regnò dal 1608 al 1627. L’attuale Principe Giovanni Adamo II nel 2004 ha ceduto il potere decisionale al figlio Luigi. La forma di governo è la monarchia costituzionale, l’erede del trono, Luigi del Liechtenstein, è in carica dal 2004.

Il principato di Liechtenstein ha uno dei tassi di crescita (Pil) più elevati nel mondo al 9,2% su base annuale, con un tasso d’inflazione al 2,9%.

Lussemburgo

La storia del ducato di Lussemburgo ha origini verso la fine del I secolo dopo Cristo. Nel 1815 il ducato di Lussemburgo fu elevato a titolo di granducato. Attualmente il Lussemburgo è una monarchia parlamentare con il potere legislativo affidato al parlamento unicamerale. L’attuale sovrano Henri, Granduca del Lussemburgo, è al potere dal 2000. Il granducato ha registrato una crescita negativa del Pil nel 2022 (-2,2%), con attuale tasso di inflazione al 3,7% e tasso di disoccupazione del 4,9%.

Norvegia

Secondo le stime, anche se non proprio precise, il regno di Norvegia ebbe inizio nell’872 con Harald I. Oggi le funzioni del re sono soprattutto cerimoniali. Egli nomina formalmente anche i ministri. La forma di governo del paese scandinavo è la monarchia parlamentare. Il Re Harald V di Norvegia, in carica dal 1991, è terzo figlio di Olav V e della principessa Marta di Svezia.

Norvegia fa parte dell’Unione Europea, nel 2022 il regno di Harald ha registrato un tasso di crescita annuale dell’1,3% con inflazione al 6,5% e tasso di disoccupazione al 3,7%.

Paesi Bassi

Sebbene già prima esistesse il Regno dei Paesi Bassi, fu solo nel 1747 che venne ufficialmente dichiarata una monarchia costituzionale, in seguito divenuta parlamentare. Anche in questo caso al re spetta un ruolo principalmente cerimoniale. Il potere esecutivo è nelle mani del governo. Guglielmo Alessandro dei Paesi Bassi, nome completo Willem-Alexander Claus George Ferdinand van Oranje-Nassau è il re dei Paesi Bassi, incoronato nel lontano 1991.

L’Olanda è membro dell’Unione Europea e dell’Eurozona. Il regno di Guglielmo ha registrato una crescita annuale del 3,2% nel 2022, con un tasso di disoccupazione, tra i più bassi, pari al 3,5%. L’inflazione in Olanda è attualmente al 5,2% su base annuale.

Monaco

Anche nel caso di Monaco si parla di Principato: l’attuale Principe è Alberto II. Dal 1911 il Principato di Monaco è una monarchia costituzionale ereditaria, con un sistema di governo monocamerale.

Spagna

La monarchia spagnola ha alle spalle una gloriosa storia di sovranità. Per diversi secoli i reali di spagna sono stati a capo di un vastissimo impero coloniale. Oggi il Re ha un ruolo di rappresentanza e di garante dell’unità e della democrazia. La Spagna è una monarchia parlamentare e Filippo VI è l’attuale re dello Stato. Filippo VI è il terzo figlio di Juan Carlos I di Spagna e di Sofia di Grecia.

Il regno di Filippo e tra i più importanti nel panorama globale, la Spagna ha registrato una crescita annuale del Pil al 3,8% nel mese di marzo e un tasso di disoccupazione al 13%. L’inflazione nella Spagna, allo stato attuale è tra le più basse nel Vecchio Continente, è al 4%.

Svezia

Anche la storia dei sovrani svedesi è molto antica e alternata tra diversi casati. Il parlamentarismo, presente già 3 secoli fa, è stato reintrodotto nel 1917 da Gustavo V di Svezia. Carlo XVI Gustavo è l’attuale Re di Svezia. Incoronato dopo la morte del nonno paterno, il 15 settembre 1973, è l’unico figlio maschio nato del principe Gustavo Adolfo di Svezia e da sua moglie, la principessa Sibilla di Sassonia-Coburgo-Gotha.

Il paese scandinavo sta attraversando un momento difficile a livello economico. Il regno di Gustavo ha registrato una crescita annuale del Pil dello 0,3% su base annuale, ha registrato nel mese di marzo con un tasso di disoccupazione pari al 7,7% e un’inflazione, tra le più alte in Europa, al 10,6%.

Andorra

Andorra è un microstato situato sui Pirenei, tra la Spagna e la Francia. Il suo coprincipato è di tipo parlamentare, ed è definito “diarchico” perché la reggenza spetta a due persone esercitanti lo stesso potere con pari dignità.  Coprincipati di Andorra sono il presidente della Francia, Emmanuel Macron e il Vescovo della città spagnola di La Seu D’urgell, Joan Enric Vives i Sicília.

Città del Vaticano

La monarchia più lunga del mondo è proprio quella Papale, in vigore dal 752 al 1870 col nome di Stato Pontificio e dal 1929 come Stato della Città del Vaticano. La monarchia della Città del Vaticano è assoluta e definita anche “ierocratica“, ovvero con la sovranità esercitata in modo simbolico dalla divinità. Si tratta di una monarchia a elezione.

Papa Francesco, dal 2013, è il 266º papa della Chiesa cattolica e vescovo di Roma, 8º sovrano dello Stato della Città del Vaticano, primate d’Italia, oltre agli altri titoli propri del romano pontefice.

La città-stato batte moneta propria, ma, per effetto dell’unione doganale e monetaria con l’Italia, adotta l’euro, che negli otto tagli delle monete metalliche riportano nella faccia nazionale lo stemma del Papa regnante, ovvero soggetti vaticani, ed emette propri francobolli, utilizzabili per il servizio postale verso tutto il mondo.