È il giorno della Fed, cosa si aspettano gli analisti

16 Settembre 2020, di Mariangela Tessa

Giornata clou per gli Stati Uniti: oggi terminerà la riunione del Fomc, il braccio operativo della Federal Reserve. Gli economisti, che prevedono lo status quo per la politica monetaria Usa, analizzeranno con attenzione le parole del numero uno, Jerome Powell, per comprendere le future mosse dell’istituto centrale.

Già lo scorso agosto da Washington avevano aperto alla possibilità che la politica monetaria rimarrà accomodante anche nel caso in cui l’inflazione dovesse salire in via temporanea sopra la soglia del 2%.

Per François Rimeu, senior strategist, La Française AM, La FED dovrebbe chiarire la propria guidance segnalando che i futuri rialzi dei tassi saranno legati al raggiungimento dell’obiettivo di un’inflazione media del 2% come discusso a Jackson Hole. A nostro parere, c’è ancora molto lavoro da fare, compresa una spiegazione di come useranno gli strumenti a disposizione per raggiungere l’obiettivo”.

Sul fronte delle proiezioni economiche,

“Il SEP (Sommario delle previsioni economiche) dovrebbe includere revisioni al rialzo per quanto riguarda la crescita e l’occupazione. Tuttavia, le proiezioni mediane mostreranno ancora un tasso di disoccupazione poco al di sopra del tasso di lungo termine e un’inflazione appena sotto il 2% persino alla fine dell’orizzonte di previsione nel 2023”

Per quanto riguarda i tassi di interesse:

“Il “dot plot” dovrebbe continuare a mostrare una linea senza rialzi nei tassi fino alla fine dell’orizzonte delle previsioni, sebbene ci aspettiamo che alcuni membri del Consiglio indichino dei rialzi dei tassi prima del 2023”.

Sul fronte previsioni, gli analisti di MPS Capital Services, stimano che la FED “oltre a enfatizzare i rischi tutt’ora presenti sull’outlook economico rivendicando la disponibilità e la determinazione ad intervenire qualora ce ne fosse bisogno, è atteso definire meglio le condizioni che giustificheranno una politica monetaria ancora accomodante.

Nello specifico la Fed potrebbe dare maggiori indicazioni riguardo all’orizzonte temporale per il quale è disposta a tollerare un’inflazione superiore al 2%. Inoltre, ci aspettiamo una forte revisione al rialzo delle stime di crescita, con la Fed di Atlanta che stima una crescita del PIL nel terzo trimestre del 30,8% calcolato su base annualizzata, dopo essere crollato del 31,7% nel trimestre precedente”.