È il giorno della FED: avvio tapering e inflazione, temi sul tavolo

3 Novembre 2021, di Mariangela Tessa

In una settimana ricca di appuntamenti per le banche centrali, oggi tocca alla Fed. Dopo 18 mesi di acquisti sostenuti di asset (attualmente pari a 120 miliardi di dollari al mese), la banca centrale americana annuncerà oggi l’inizio del tapering.

Le aspettative degli analisti sono per una riduzione degli acquisti di Treasury e MBS, rispettivamente, di 10 miliardi di dollari e 5 miliardi di dollari al mese, con una conclusione del quantitative easing a giugno 2022.

La mossa è stata da tempo annunciata dal presidente Jerome Powell e da altri funzionari della banca centrale USA, e quindi i mercati non saranno presi di sorpresa.

C’è invece meno chiarezza su cosa succederà dopo la prima metà del 2022, con gli osservatori che monitoreranno le parole di Powell sul possibile rialzo dei tassi e sull’andamento dell’inflazione, che ormai pochi continuano a considerare transitoria.

Fed: l’opinione degli analisti

Secondo Gero Jung, Chief Economist, Mirabaud AM, durante la riunione del FOMC saranno tre gli elementi cruciali da tenere in considerazione: la programmazione del tapering, le valutazioni sull’inflazione “transitoria” e l’attuale impatto della pandemia.

“Innanzitutto, per quanto riguarda il tapering prevediamo – come anche già preannunciato dai membri della Fed – l’annuncio di una diminuzione degli acquisti mensili di asset di $15 miliardi al mese (il ritmo attuale è di $120 miliardi), a partire da metà novembre. Questo porrebbe fine al Bond Asset Purchase Program, il programma di acquisto di obbligazioni, entro giugno dell’anno prossimo: ciò creerebbe le condizioni per un possibile rialzo dei tassi di interesse nel 2022, se le pressioni sui prezzi rimarranno alte.
In secondo luogo, sarà decisivo il linguaggio impiegato per parlare dell’inflazione – e della sua natura temporanea. Sin dalla riunione di aprile, le dichiarazioni del FOMC hanno descritto gli alti livelli di inflazione come “un dato che rifletteva perlopiù fattori transitori”. Anche se non ci saranno nuove proiezioni sulle variabili macroeconomiche (a novembre non saranno pubblicati i cosiddetti “dot plot”), la conferenza stampa darà al presidente Jerome Powell l’opportunità di aggiornare gli analisti sull’inflazione, così come sugli effetti che sta avendo la pandemia”.

Previsioni, quelle sul tapering, su cui concorda Franços Rimeu, Senior Strategist di La Française AM..

“Il FOMC continuerà a essere flessibile per adeguare il ritmo degli acquisti di asset a seconda dei dati sul lavoro e l’inflazione, di prossima pubblicazione. Il Presidente della Fed sottolineerà anche che il Comitato potrà entrare in azione se l’inflazione più alta del previsto dovesse persistere a lungo. La banca centrale apporterà poi alcuni cambiamenti sostanziali alle dichiarazioni di politica monetaria per legittimare la propria decisione di ridurre gli acquisti di asset.

Non crediamo però che il FOMC cambierà lessico a proposito dell’inflazione, “l’inflazione è elevata, ciò è dovuto in gran parte a fattori transitori”. È probabile, tuttavia, che Jerome Powell metta in evidenza che il Comitato monitorerà attentamente i prossimi dati, cioè il rischio che le attese di inflazione non siano in linea con quanto previsto in precedenza. Da ultimo, ovviamente, la Fed manterrà stabile il range obiettivo dei tassi tra lo 0 e lo 0,25%”.