E’ finita: Monti sale al Colle, si è dimesso

21 Dicembre 2012, di Redazione Wall Street Italia

ROMA – Mario Monti resti neutrale in questa campagna elettorale. E’ quanto ha chiesto il Pdl al capo dello Stato nel corso di consultazioni lampo avviate da Giorgio Napolitano dopo le dimissioni “irrevocabilì del presidente del Consiglio. “Abbiamo sottolineato al presidente come andando a elezioni con un governo non eletto ma tecnico” Mario Monti “dovrà tenere la sua collocazione fuori dalle parti” in questa campagna elettorale, ha detto il capogruppo alla Camera del Pdl, Fabrizio Cicchitto, dopo le consultazioni con il capo dello Stato al Quirinale. Stessi concetti da Maurizio Gasparri che accompagnava Cicchitto. Da parte sua il Pd ha invece ringraziato sia Monti che Napolitano per il lavoro svolto in questi mesi chiedendo però che ora si apra “una fase nuova”, contrassegnata da “politiche progressiste”.

“Si è chiusa la fase del governo tecnico, si va alle elezioni e la sovranità torna al popolo. Noi siamo consapevoli che l’Italia merita ora un seconda fase”, fatta di “politiche progressiste e riformiste”, ha detto il capogruppo del Pd alla Camera, Dario Franceschini aggiungendo che ora deve passare “un principio molto semplice: chi ha di più deve mettere di più; chi di meno deve mettere di meno”. Se Pierferdinando Casini, da Napoli ha assicurato che l’Udc “rispetterà le scelte del presidente del Consiglio qualunque esse siano”, il capogruppo dell’Udc alla Camera, Gian Luca Galletti, dopo il colloquio con Napolitano ha spiegato ai giornalisti che “per non vanificare gli sforzi degli italiani e le riforme fatte bisogna continuare con forza il lavoro fatto dal governo Monti”.. La Lega nord ha confermato la propria “soddisfazione” per le dimissioni di Mario Monti.

“Ora non resta che sciogliere le Camere, fissare la data delle elezioni e dare il via alla campagna elettorale: a noi il 24 febbraio va bene”, ha detto il capogruppo della Lega Nord al Senato, Federico Bricolo, dopo l’incontro con il presidente della Repubblica. “Vogliamo andare sul territorio a fare campagna elettorale – ha proseguito -, poi siano i cittadini a scegliere”. “Preferiremmo che Monti spiegasse in parlamento le ragioni delle sue dimissioni ma non ha inteso farlo”, ha invece detto il capogruppo dell’Idv al Senato, Felice Belisario insieme al suo collega alla Camera Antonio Borghesi.

Perplessità sul ruolo di Monti sono state espresse anche da Popolo e Territorio con Silvano Moffa e Pasquale Viespoli. “Abbiamo chiesto che ci sia da parte del presidente del Consiglio un chiarimento che è dovuto agli italiani” perché se decidesse di scendere in campo si creerebbe “una situazione particolare”, ha spiegato il presidente del gruppo parlamentare di Popolo e Territorio alla Camera, Silvano Moffa al termine del colloquio con Napolitano al Quirinale. Moffa. Insieme a Viespoli ha spiegato che il suo gruppo “auspica che venga mantenuto quel ruolo di terzietà” che ha caratterizzato il governo tecnico anche “nella campagna elettorale”. Nel pomeriggio dovrebbero salire al Quirinale i presidenti di Camera e Senato, Gianfranco Gini e Renato Schifani. Quindi Napolitano firmerà il decreto di scioglimento delle Camere.

VAN ROMPUY, AGENDA MONTI UNICA STRADA – Herman Van Rompuy “non interferisce con la politica interna” e non commenta le dimissioni di Monti ma fonti vicine al presidente Ue ricordano che “ha già detto che il prossimo governo italiano non ha altra scelta che continuare le stesse politiche del governo Monti”. (ANSA)

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Roma – Mario Monti si è dimesso. “Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano – si legge in una nota del Colle – ha ricevuto oggi alle 19 al Palazzo del Quirinale il presidente del Consiglio dei ministri, Mario Monti, il quale, essendosi concluso l’iter parlamentare di esame e di approvazione della legge di stabilità e del bilancio di previsione dello Stato, ha rassegnato le dimissioni del governo da lui presieduto, già preannunciate come irrevocabili secondo quanto risulta dal comunicato diramato dal Quirinale l’8 dicembre scorso.

Il Presidente della Repubblica -si legge ancora – ha preso atto delle dimissioni e ha invitato il governo a rimanere in carica per il disbrigo degli affari correnti. Il Capo dello Stato consulterà i presidenti dei gruppi parlamentari nella giornata di domani”.

Le consultazionu inizieranno alle 10 con il Pdl per proseguire alle 10,30 con il Pd, alle 11 con Udc, Svp e Autonomie (UnioneValdotaine, Maie, VersoNord, Movimento Repubblicani Europei, Partito Liberale Italiano, Partito Socialista Italiano), alle 11,20 con Api-Fli-Centro Democratico, alle 11.40 con la Lega Nord. Alle 12 sarà il turno di Coesione Nazionale (Grande Sud – Si’ Sindaci – Popolari d’Italia Domani – Il Buongoverno – Fare Italia), Popolo e Territorio (Noi Sud-Libertà ed Autonomia, Popolari d’Italia Domani-Pid, Movimento di Responsabilità Nazionale-Mrn, Azione Popolare, Alleanza di Centro-Adc, Intesa Popolare), alle 12,20 Italia dei Valori, alle 12.40 il Centrodestra Nazionale, alle 13.00 il Gruppo Misto di Senato (MPA-Movimento per le Autonomie-Alleati per il Sud) e Camera (Grande Sud-PPA).

Le dimissioni di Monti erano già state annunciate dal premier in mattinata: ”Oggi è l’ultimo giorno” del governo, aveva detto salutando i dipendenti di palazzo Chigi in occasione degli auguri di Natale.Un anno fa “questo governo era al varo, oggi invece dovremo terminare il nostro ruolo, ma non per colpa della profezia dei Maya”, aveva ironizzato secondo quanto riferito da alcuni dei partecipanti all’incontro.

E nel pomeriggio, intervenendo alla Farnesina alla nona conferenza degli ambasciatori, il premier aveva affermato di trovare “simbolico forse, comunque a me molto gradito che questa mia visita qui per questa importante conferenza e queste mie parole siano con ogni probabilità l’ultimo atto, le mie ultime parole prima di quelle di formale rassegnazione delle dimissioni nelle mani del Capo dello Stato. Quindi grazie per avermi permesso di concludere con voi questi difficili ma affascinanti 13 mesi”.Prima di salire al Colle, l’annuncio ufficiale al Consiglio dei ministri.Domenica il Professore presumibilmente scioglierà la riserva sul suo futuro politico nella conferenza stampa di fine anno convocata per le 11.

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Messa in ghiaccio l’ultima misura del governo tecnico, la manovra finanziaria, Mario Monti salirà al Quirinale per rassegnare le dimissioni e mettere fine alla sua esperienza di primo ministro. Ma prima, ale 18.15, partecipera’ al suo ultimo Consiglio dei Ministri.

La Camera ha votato la fiducia al governo sulla cosiddetta “legge di stabilita’”, ultimo passaggio dell’attuale legislatura. La votazione conclusiva sulla legge finanziaria si terra’ intorno alle 18. Dopo il professore dovrebbe andare al Quirinale per dimettersi e a quel punto la costituzione vuole che il presidente Giorgio Napolitano possa, sentiti i presidenti di Camera e Senato, sciogliere in anticipo le due camere del Parlamento.

La road map da qui in avanti resta confermata: domenica mattina la presentazione della ‘Agenda’, solo successivamente scioglierà la riserva. Dallo staff del professor Monti ribadiscono che il timing scelto dal Professore non varierà, e che dunque non sarà la conferenza stampa ‘istituzionale’ di fine anno la sede in cui il premier dirà la parola definitiva sul suo futuro.

Perchè si vuole prima aspettare di capire quali reazioni sortirà il ‘documento programmatico’ – messo nero su bianco – sul centrosinistra e sul centrodestra. Per vedere come si ricollocherà la galassia pidiellina, e per vedere cosa succederà tra il Pd e Sel. Dunque, dovrebbe essere solo una seconda conferenza stampa – nei giorni successivi – la sede in cui Monti chiarirà le sue intenzioni.

Oggi la commissione Bilancio del Senato ha dato parere favorevole (“non ostativo”, come precisano alla commissione stessa) al decreto legislativo del Governo cosi’ detto ‘liste pulite’.

Si tratta dell’ultimo adempimento parlamentare che, mancato ieri, aveva impedito l’adozione definitiva da parte del Consiglio dei ministri e quindi l’entrata in vigore delle norme sull’ incandidabilità in tempo utile per le prossime elezioni. Nelle prossime ore sarà dunque convicato un Consiglio dei ministri per il varo delle nuove norme.

La stessa Commissione ha affrontato anche le questioni che riguardano l’ attuazione dell’articolo 81 che introduce il pareggio di bilancio in Costituzione.

Una rassicurazione in tal senso e’ venuta al Pd, che la aveva sollecitata in Commissione attraverso una richiesta del sen. Agostini, da parte della Presidenza della Commissione stessa. Lo ha reso noto il gruppo Pd del Senato.

Nel frattempo si sono svolti alla Camera le dichiarazioni di voto per la manovra finanziaria di fine anno che sancira’ la fine dell’esperienza Monti.

La Camera ha confermato la fiducia al governo sulla legge di stabilità con 373 sì, 67 no e 15 astenuti. Il “Giudizio Universale” sulla manovra finanziaria arrivera’ alle ore 18.

Ddl stabilità: Imu, Tobin tax, precari e proroghe, tutte le novità

Sono le novità principali del ddl stabilità dopo il passaggio in Senato, confermato in meno di 24 ore dalla Camera nella terza e ultima lettura. Un provvedimento cambiato profondamente per la fine anticipata della legislatura, perchè lievitato pian piano per includere il Milleproroghe, il decreto salva-infrazioni e numerose altre norme. La manovra è diventata infatti l’ultimo treno utile e ora, rispetto al primo esame della Camera (dove è stata in buona parte riscritta), è molto più appesantita: un testo monstre composto da circa 550 commi, tra cui diverse micromisure da ‘assalto alla diligenza’ come spesso succedeva per la vecchia Finanziaria.

Con l’ok definitivo di Montecitorio il provvedimento è diventato legge. Ed è anche l’ultima legge importante della legislatura, perchè ora il premier Mario Monti si dimetterà e il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, scioglierà le Camere.

Queste le novità più rilevanti approvate nel passaggio a Palazzo Madama e confermate dalla Camera nella terza lettura sprint:

IMU. Il gettito dell’imposta municipale propria passa ai Comuni, che incasseranno subito 7,6 miliardi di euro nel 2013-2014. A queste risorse si aggiungono quelle del Fondo di solidarietà comunale, pari a 8,9 miliardi nel biennio. Allo Stato resterà però il gettito Imu su capannoni industriali e opifici, con un incasso di 8,9 miliardi nel 2013-14. Su questi immobili a uso produttivo i Comuni potranno aumentare l’aliquota standard dello 0,76%, portandola fino a un massimo di 1,06%.

TOBIN TAX. La tassa sulle transazioni finanziarie scatterà da marzo con una nuova veste (esentando la finanza etica).
L’aliquota per i mercati regolamentati sarà dello 0,12% (ma 0,1% dal 2014) e per quelli non regolamentati, su cui sarà applicata da luglio, dello 0,22% (0,2% dal 2014). Per i derivati invece l’imposta è fissa e sarà al massimo di 200 euro. Colpito anche il trading più speculativo, con un’aliquota dello 0,02% sulle negoziazioni ad alta frequenza (high frequency trading).

PRECARI. Salvi i precari della pubblica amministrazione con contratto in scadenza, che resteranno così al lavoro fino al prossimo 31 luglio. Nei concorsi pubblici, inoltre, ai precari potrà essere riservata una quota fino al 40% dei posti: ne beneficeranno i lavoratori con tre anni di servizio con contratto a tempo determinato o collaborazione coordinata e continuativa (co.co.co) nell’amministrazione che emana il bando. Il reclutamento dovrà svolgersi per titoli ed esami.

AMMORTIZZATORI SOCIALI. Aumentano le risorse per finanziare la cassa integrazione in deroga, con 900 milioni che si aggiungono agli 800 milioni già previsti.

RICONGIUNZIONI. Le ricongiunzioni previdenziali tornano a essere gratuite, ma soltanto per i lavoratori passati all’Inps dal pubblico impiego prima del luglio 2010.

MONTI-BOND. Cambiano i Monti-bond, le obbligazioni sottoscritte dal ministero dell’Economia di cui beneficerà Banca Mps. Il termine slitta ancora al primo marzo del 2013.

PATTO STABILITA’. Salgono a 1,4 miliardi le risorse per Comuni e Province. Un miliardo arriverà da un allentamento del patto di stabilità interno, 400 milioni da minori tagli per i Comuni.

PROVINCE. Congelato per un anno il riordino delle Province. Anche nel 2013 non ci saranno elezioni e, se necessario, arriverà un commissario straordinario.

COMUNI. Rinvio di sei mesi per l’approvazione dei bilanci dei Comuni. Il termine per la delibere sul bilancio degli enti locali è spostato infatti al 30 giugno 2013.

TARES. La nuova tassa su rifiuti e servizi sostituisce la Tarsu e arriverà dall’anno prossimo. La tariffa si pagherà in più rate e la prima è prevista ad aprile.

SANATORIA MINI-DEBITI. Sono cancellati tutti i piccoli debiti con il Fisco, fino a un importo di 2mila euro, che risalgono a prima dell’anno 2000.

FONDO TAGLIA-TASSE. Non andranno al fondo taglia-tasse le risorse derivanti dalla minore spesa per interessi sul debito pubblico, legata al calo dello spread Btp-Bund.

IRPEF REGIONI. Slitta di un anno, al gennaio del 2014, la possibilità per le Regioni di rimodulare l’addizionale Irpef, misura prevista dalla manovra estiva del 2011.

CARTELLE PAZZE. Novità per le cartelle esattoriali errate, con misure per accelerare l’annullamento di questi avvisi di pagamento inviati erroneamente dal Fisco.

IMPOSTA BOLLO. Nel 2013 aumenta a 4.500 euro, dai precedenti 1.200 euro, il tetto per l’imposta di bollo pagata dalle società sui prodotti finanziari.

SALE POKER. Scattano a gennaio le gare per aprire sale da poker.
È stata eliminata infatti la proroga di sei mesi per l’apertura di sale dedicate al gioco d’azzardo.

SFRATTI. Arriva una nuova proroga per il blocco degli sfratti. Il termine è rinviato a fine giugno 2013, con un possibile ulteriore rinvio di altri sei mesi.

NON-AUTOSUFFICIENZE. Stanziati 115 milioni di euro per sostenere i malati di Sla (sclerosi laterale amiotrofica) e aiutare le persone non-autosufficienti.

CONGEDI A ORE. Arrivano i congedi parentali “su base oraria”. Le modalità per beneficiarne saranno definite dalla contrattazione collettiva di settore.

TFR PUBBLICO IMPIEGO. Cancellata la trattenuta del 2,5% sul Tfr per i dipendenti pubblici, con il ripristino del trattamento di fine servizio (Tfs).

UNIVERSITA’. Per gli atenei arrivano nuove risorse per 100 milioni di euro. Andranno ad aumentare la dotazione del Fondo per il finanziamento ordinario delle università.

POLICLINICI NON STATALI. I policlinici delle università non statali avranno nel 2013 un contributo di 52,5 milioni. La fondazione Gaslini riceve invece 5 milioni.

FANNULLONI SANITA’. Verifica straordinaria sul personale del settore sanitario. Se saranno scovati dei ‘fannulloni’, dovranno essere ricollocati alle proprie mansioni.

TAV. Nuove risorse per 2,25 miliardi di euro per la Tav Torino-Lione. All’alta velocità ferroviaria sono destinati 150 milioni di euro all’anno dal 2015 al 2029.

SICUREZZA. Nel comparto sicurezza si potranno fare assunzioni di personale per arrivare a una spesa annua massima di 70 milioni per il 2013 e 120 milioni dal 2014.

BENI MAFIA. Rafforzamento per l’Agenzia per l’amministrazione dei beni confiscati alla criminalità organizzata. I beni mobili sotto sequestro potranno essere venduti.

EDITORIA. Per il prossimo anno stanziati 45 milioni di euro per il settore editoriale e 15 milioni per il sostegno a radio e televisioni locali.

TV-STAMPA. Prorogato di un anno il divieto di incroci proprietari tra stampa e televisioni. Lo stop resta in vigore fino al 31 dicembre del 2013.

AEROSPAZIO. Arrivano 8,43 miliardi di euro in 16 anni per sostenere le imprese del settore aerospaziale. Un intervento di cui beneficerà in particolare Finmeccanica.

ASSICURAZIONI. Fissato tetto al credito d’imposta delle imprese assicurative, commisurato all’ammontare delle riserve tecniche presenti in bilancio.

SISMA EMILIA. Risorse per sostenere le imprese che hanno subito danni indiretti, con l’accesso ai mutui garantiti dallo Stato per pagare tasse e contributi.

BUSTE PAGA PESANTI. Per i lavoratori colpiti dal terremoto in Emilia Romagna è prevista la restituzione dei contributi previdenziali, distribuita in rate mensili.

RIFIUTI ROMA. Sarà nominato un supercommissario per la gestione dei rifiuti a Roma e provincia. L’incarico potrà durare sei mesi, con la possibilità di proroga.

FOTOVOLTAICO. Prorogato al 30 giugno 2013 il termine per realizzare gli impianti fotovoltaici su edifici pubblici e aree della pubblica amministrazione.

ABS E PNEUMATICI. Cancellato l’Abs obbligatorio per le moto e salta l’obbligo di montare pneumatici termici sulle auto (e non le catene) in caso di forti nevicate.

POSTE. Rinvio di un anno per i tagli al parco auto di Poste italiane, obbligata a ridurre le vetture usate dai postini e quelle date come benefit ai dipendenti.

INPS-INAIL. Slitta al 31 luglio la scadenza dei consigli di indirizzo e vigilanza (Civ) di Inps e Inail, in attesa del riordino previdenziale con la nascita del super-Inps.

EXPO 2015. L’Expo 2015 non subirà i tagli lineari del 10%. A supporto della società di gestione arriverà il personale della struttura per la gestione liquidatoria di Torino 2006.

GDF. Da ottobre per diventare generale di divisione e generale di corpo d’armata della Guardia di finanza servirà un anno in più di permanenza nel grado precedente.

BEI. L’Italia parteciperà all’aumento di capitale della Banca europea per gli investimenti con un contributo di 1,617 miliardi, da pagare in un’unica tranche nel 2013.