Draghi non può più salvare l’Italia: la crisi e’ tornata

27 Febbraio 2013, di Redazione Wall Street Italia

SIENA (WSI) – Tassi & Congiuntura: le incertezze dopo l’esito hanno riportato lo spread italiano vs Germania in prossimità dei 350 pb., con perdite anche verso Spagna e Portogallo. Gli effetti si sono fatti sentire anche sull’asta Bot a sei mesi che si è conclusa con una buona domanda, ma con tassi in rialzo, ai massimi da ottobre 2012.

Oggi il test più importante rappresentato dalle aste a medio lungo termine fino a 6,5 Mld€, tra cui vi è un nuovo decennale. Non sono mancati i commenti delle agenzie di rating. S&P ha dichiarato che le elezioni italiane non avranno un effetto immediato sul rating, ma potrebbe averne in futuro in base alle scelte politiche del nuovo governo. Il rating di S&P è BBB- con outlook negativo. Allo stesso tempo Moody’s ha dichiarato che l’esito elettorale poco convincente aumenta le possibilità di nuove elezioni che prolungherebbero l’incertezza politica del paese. Il rating di Moody’s è Baa2 con outlook negativo. Il Btp future ieri ha chiuso la sessione sotto 109 con nuovo record di volumi intorno ai 115.000 lotti, mentre il tasso decennale si è portato al 4,9% ai massimi da novembre 2012.

La sessione odierna si è aperta con spread in lieve rialzo. In Irlanda, secondo quanto riportato da Bloomberg che cita due fonti vicine all’argomento, il governo oggi deciderà se togliere entro marzo la garanzia sulle banche concessa a settembre 2008. Dal lato macro, segnaliamo il miglioramento per il secondo mese consecutivo della fiducia dei consumatori tedeschi. In serata atteso il discorso di Draghi che potrebbe dare indicazioni sull’andamento del tasso di cambio. Negli Usa tassi di mercato sostanzialmente stabili in una giornata con volumi record sui future sia sul comparto a 10 e 30 anni. Bernanke nel corso dell’audizione ad una commissione del senato, ha difeso il piano di acquisto di bond: “il mantenimento su bassi livelli dei tassi a lungo termine ha aiutato a stimolare la ripresa nel comparto immobiliare ed ha portato ad un incremento di vendite e produzione di auto e di altri beni durevoli”, il tutto in un contesto di inflazione molto contenuta. Infine, non ha mancato di ricordare come l’espansione del bilancio della Fed abbia comportato un notevole vantaggio per il governo, grazie a trasferimenti di utili pari a 290Mld$ nel periodo 2009/2012. In estrema sintesi il discorso ha manifestato un orientamento favorevole alla prosecuzione del piano. Sul fronte macro sono risultati superiori alle attese sia i dati relativi al comparto immobiliare, sia l’indice di fiducia dei consumatori.

Valute: l’euro stamani si colloca in prossimità dei minimi da 7 settimane verso dollaro poco al di sopra dell’area di supporto collocata ad 1,30. Oggi l’andamento del cambio potrebbe essere particolarmente legato all’esito dell’asta sui Btp. Un altro evento di rilievo è costituito dal tono delle parole di Draghi. L’area di resistenza più vicina si colloca presso 1,3120-50.

Ieri lo yen si è apprezzato verso tutte le principali valute, in particolare quelle dell’est Europa ed il dollaro neozelandese. Sul fronte euro/yen, il cambio è sceso rapidamente fino a formare un livello di supporto a 118,70 per poi rimbalzare verso area 120. La resistenza più vicina si colloca a 120,70. Sembra sempre più probabile la nomina di Kuroda come governatore della BoJ dopo che anche il partito d’opposizione DPJ si è espresso favorevolmente.

La sterlina questa mattina è in deprezzamento verso euro dopo che ieri sera, il membro della BoE Fisher ha dichiarato di essere favorevole ad un periodo più prolungato di acquisti di asset, anche se ad un ritmo minore rispetto al precedente. Nell’ultima riunione aveva votato per un aumento del QE per 25Mld£ insieme al governatore King ed all’altro membro Miles. Segnaliamo il deprezzamento ieri del dollaro australiano verso quello Usa, calato ai minimi da ottobre. In Australia nel quarto trimestre il valore delle costruzioni sono calate in modo inatteso dello 0,1% t/t questa notte.

Commodity: calano ai minimi da oltre 1 mese gli indici sulle materie prime guidate dal settore energia. Il Brent (-1,5%) stamani si colloca presso 113$/b dopo che Trafigura Beheer Bv, società olandese di trading sulle commodity, per il secondo giorno consecutivo non è riuscita a collocare il carico di Forties pur abbassando il prezzo ai minimi da 3 mesi. Il greggio è penalizzato anche dalla notizia dell’aumento oltre le attese delle esportazioni dalla Nigeria in aprile, dai colloqui tra l’Iran ed i principali paesi dell’Onu sul tema nucleare e dall’aumento delle scorte Usa.

In evidenza invece i preziosi con l’oro (+1,8%) tornato sopra i 1600$/oncia grazie alla difesa del QE da parte di Bernanke; bene anche l’argento (+1%). In calo invece platino (-0,3%) e palladio (-1,3%) sulla scia dell’accordo tra le società minerarie ed i sindacati in Sud Africa per una risoluzione pacifica nell’industria del paese. Andamento misto per i metalli industriali al Lme. Tra gli agricoli in calo ieri l’olio di palma (-1,3%), dopo le parole dell’esperto internazionale Mistry, che si attende un calo dei prezzi nel 2013. Rimbalzo dell’1% per il grano Usa.

Azionario: martedì nero per i listini europei che hanno chiuso la seduta in forte calo guidati dall’indice Ftsemib (-4,9%). I timori che l’incertezza politica italiana possa portare ad un riacutizzarsi della crisi dell’area Euro hanno spinto gli operatori a prendere profitto. Il settore finanziario (-2,8%) è stato all’interno dello Stoxx 600 quello maggiormente penalizzato in un contesto comunque di ribassi per tutti i sottoindici settoriali. Le forti vendite hanno portato ad un deciso incremento dei volumi, risultati ben al disopra della media dell’ultimo mese, e ad un contestuale balzo della volatilità. L’indice VDAX è infatti salito sui massimi da novembre scorso attestandosi in prossimità del 19%.

Il listino italiano ha registrato la peggiore performance degli ultimi dieci mesi con i principali istituti bancari in calo di oltre l’8%. La Consob, visto il forte calo registrato da alcuni titoli, ha deciso che per la giornata odierna non sarà possibile effettuare vendite allo scoperto sulle azioni: Intesa San Paolo, Mediolanum, Banca Carige e Banco Popolare. La seduta stamattina si è aperta con un lieve rimbalzo che sta interessando tutte le principali piazze europee. Negli Usa, seduta in controtendenza per i listini azionari che recuperano parte delle perdite registrate martedì. A favorire la fase di rialzo hanno contribuito sia le parole di Bernanke sia i buoni dati macro.

All’interno dell’indice S&P 500 tutti i settori hanno chiuso in positivo con in testa le materie prime. Sul fronte emergenti, l’indice MSCI EM ha chiuso ieri in forte ribasso (-1,1%) penalizzato soprattutto dai listini asiatici ed europei. In controtendenza quello brasiliano salito dello 0,6%. In mattinata si sta assistendo ad un rialzo generalizzato dei listini asiatici guidati da quello indiano (1%) e cinese (0,9%). In controtendenza l’indice Nikkei giapponese penalizzato dall’apprezzamento dello yen.

INFORMAZIONI DI STAMPA SU TITOLI

FINMECCANICA – Ansaldo Energia, società controllata al 55% da Finmeccanica e al 45% dal fondo statunitense First Reserve, si è aggiudicata nuovi ordini in Tunisia e Russia per un valore complessivo pari a circa 390 Mln€.

INTESA SAN PAOLO – Giovanni Bazoli verrà probabilmente riconfermato alla presidenza del consiglio di sorveglianza della banca in scadenza con la prossima assemblea annuale. A sostenerlo è Fabio Roversi Monaco, presidente di Fondazione Carisbo, azionista di Intesa con il 2,7%. La Consob ha vietato anche per oggi le vendite allo scoperto sul titolo dell’istituto, divieto esteso anche ai titoli Banca Carige, Mediolanum e Banco Popolare.

MEDIASET – La controllata spagnola Mediaset España dovrebbe aver registrato una forte discesa del risultato operativo e dell’utile netto nel 2012 a causa della debolezza dei consumi e della contrazione del mercato pubblicitario, secondo quanto riportato da Bloomberg.

MEDIOBANCA – La società ha chiuso il secondo trimestre dell’anno fiscale 2012-13 con un utile netto più che doppio, pari a 14,8 Mln€, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il dato ha battuto le attese degli analisti che vedevano l’utile netto a 7,4 Mln€. Mediobanca presenterà un nuovo piano strategico a giugno, nel quale è prevista una revisione della quota in Generali, di cui la banca detiene il 13,2%, secondo quanto detto dall’A.D. Alberto Nagel.

MERIDIANA – Il Cda della compagnia ieri ha approvato il piano industriale e il bilancio 2012 chiuso con una perdita consolidata di 190,2 Mln€ rispetto alla perdita pro forma del 2011 di 67 Mln€. La società annuncia il lancio di un’Opa volontaria sulla totalità delle azioni ordinarie Meridiana Fly, con esclusione di 95.644.209 azioni rappresentative dell’89,91% del capitale detenute dall’offerente, al prezzo di 0,60€ per azione.

PRYSMIAN – Ha ottenuto una commessa da oltre 350 Mln€ da Alstom Grid per un collegamento di parchi eolici offshore in Germania.

RCS – Giuseppe Lucchini, azionista del gruppo editoriale con una quota intorno al 2%, ha detto che parteciperà all’aumento di capitale che la società si appresta a varare a supporto del piano di ristrutturazione in corso.

TELECOM ITALIA MEDIA – Cairo e Telecom annunceranno probabilmente oggi la conclusione della trattativa in esclusiva per l’acquisizione di La7 da parte della società fondata da Urbano Cairo,secondo quanto riportato da Reuters. Oggi si dovrebbe riunire il Cda di Ti Media per dare il via libera alla firma dell’accordo.

UBI – Andrea Moltrasio è il candidato favorito alla presidenza del consiglio di sorveglianza della banca, in vista dell’assemblea sul rinnovo dei vertici il 20 aprile, secondo quanto riportato da MF.

APPLE – Il titolo ha chiuso la seduta di ieri a 448.97$ (+1,4%), dopo che Oracle Investment Research ha scritto in una nota che la società dovrebbe procedere con uno stock split. Lo split dovrebbe avvenire con un rapporto di 10 a 1, secondo quanto riportato nella nota, con lo scopo di attrarre i piccoli investitori.

J.P. MORGAN CHASE – La più grande banca statunitense ha annunciato il taglio di 19000 posti di lavoro nelle unità consumer e mutui da effettuare nell’arco di due anni.

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