Draghi, finito il primo giro di consultazioni. Cosa succede adesso

6 Febbraio 2021, di Massimiliano Volpe

Al termine del primo giro di consultazioni con le forze politiche, il presidente incaricato Mario Draghi ha già ottenuto numerosi successi. Oltre all’apprezzamento dei mercati finanziari, con Piazza Affari in rialzo di circa il 5% in settimana e lo spread in calo sotto i 100 punti, Draghi è riuscito a riportare i contenuti in primo piano dopo mesi in cui ha prevalso lo scontro tra le diverse forze politiche presenti in Parlamento.
Anche i leader più populisti hanno messo da parte i toni accesi concentrandosi sugli sforzi da fare per garantire la ripresa della congiuntura.

Draghi, le prossime mosse

Dopo la pausa nelle consultazioni di domenica, lunedì mattina Mario Draghi dovrebbe incontrare le parti sociali. Quindi il pomeriggio di lunedì e quello di martedì sarebbe dedicato a un secondo giro di contatti coi partiti. Infine, probabilmente martedì sera, il premier incaricato potrebbe salire al Quirinale per sciogliere la riserva sul mandato.

Non è ancora chiaro da chi sarà composto il nuovo governo, se solo da ministri tecnici, o saranno presenti esponenti del mondo politico, magari come sottosegretari per tenere i collegamenti con il Parlamento.

Tra i temi affrontati nel corso degli incontri spiccano quelli in materia economica vista la difficile situazione in cui versa il Paese che nel 2020 ha visto crollare il Pil dell’8,9% e impennare il debito pubblico atteso alla fine di questo anno al livello record del 160% del Pil. Nell’agenda del premier spicca la messa a punto del progetto del recovery plan che permetterà di avere a disposizione 209 miliardi per finanziare nuovi investimenti per il rilancio dell’economia.

Al momento tutte le principali forze politiche, ad eccezione di Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni, si sono detti disponibili ad appoggiare il nuovo esecutivo.

Le dichiarazioni dei leader politici

Secondo Matteo Salvini, che ha aperto alla possibilità di appoggiare il nuovo esecutivo al termine delle consultazioni di sabato mattina, importante il tema della riforma fiscale.
Al termine dell’incontro con Draghi, il leader della Lega ha detto che “è stata mezzora di confronto interessante e stimolante sui temi concreti sull’idea dell’Italia che per diversi aspetti coincide, citando temi come sviluppo, imprese, crescita imprese e cantieri di cui ha bisogno Italia per ripartire”.

Anche il reggente del M5S Vito Crimi si è detto disponibile ad appoggiare il nuovo governo dopo l’incontro di sabato mattina con Draghi. “Il nuovo governo deve avere un’ambizione solidale, ambientalista, europeista. E partendo da quello che è stato già realizzato. Abbiamo trovato da parte di Draghi la consapevolezza di partire con l’umiltà di chi accoglie quanto fatto prima. Abbiamo ribadito la nostra volontà che non siano indebolite misure come il reddito di cittadinanza” ha detto Crimi.
L’esponente del M5S ha poi fatto riferimento alla necessità di nuovi aiuti da parte del Governo per lo sviluppo delle imprese.

Anche il fondatore del M5S Beppe Grillo ha insistito sui temi della sostenibilità per lo sviluppo dell’economia.
In un post sul blog del movimento  Grillo ha indicato la strada per la sostenibilità che passerebbe per “fondere in un ministero per la transizione ecologica gli attuali ministeri dell’ambiente e dello sviluppo economico. Come hanno fatto Francia e Spagna, e altri Paesi”. “Nominare ministra/o un persona di alto profilo scientifico e di visioni». Secondo il fondatore del Movimento 5 Stelle bisognerebbe inoltre «ridurre alle “società benefit” e a quelle che lo diventino l’imposta sul reddito d’impresa dall’attuale 24% (ora uguale per tutte le imprese) al 20% per grandi società benefit (ad esempio con più di 5 milioni di fatturato); al 15% per Pme società benefit”.

Nella giornata di ieri Antonio Tajani, vicepresidente di Forza Italia, ha confermato il sostegno del suo partito al governo Draghi: “Con l’Udc abbiamo confermato al presidente incaricato il pieno appoggio già anticipato dal presidente Berlusconi nel corso di un lungo colloquio telefonico di questa mattina. Forza Italia si aspetta un esecutivo di alto livello, capace di rappresentare al meglio l’unità del paese coinvolgendo tutte le risorse migliori della politica, dell’economia e della cultura per affrontare insieme la più grave emergenza sanitaria ed economica della storia della Repubblica.
Tutto ciò non implica la nascita di una nuova maggioranza politica, ma un governo dei migliori al servizio dell’Italia e degli italiani. L’alto profilo del presidente Draghi, che fu proprio Berlusconi a volere alla guida di Banca Italia e Bce, è garanzia non solo dell’esecutivo in Europa e nel mondo ma anche della serietà di un progetto intorno al quale il Paese si potesse riunire. È quello che Berlusconi ha chiesto per primo.
Fi è pronto a dare un contributo di idea e di programma e abbiamo consegnato due dossier, uno per il piano del Recovery e uno per il piano vaccinale, elaborati negli scorsi giorni dai nostri esperti e dai nostri tre gruppi parlamentari. Abbiamo approfondito diversi aspetti programmatici su cui Fi si aspetta risposte innovative adeguate”.

Sempre ieri Nicola Zingaretti, leader del PD, che ha confermato la fiducia al nuovo governo, ha espresso al professor Draghi le proposte del suo partito.
“Le preoccupazioni per le disuguaglianze sono forti. Non dobbiamo cedere alle tentazioni di disfattismo ed egoismo. Occorre suscitare una proposta italiana che dia fiducia alle persone. Siamo qui perché, per raggiungere questo obiettivo, bisogna realizzare un nuovo modello di sviluppo rispetto a quello precedente alla pandemia che non riusciva a creare giustizia, benessere e crescita. Invieremo le nostre proposte per un programma di governo forte e di lunga durata.
Nell’esperienza di governo dei mesi passati, l’Italia è stata protagonista della costruzione della nuova Europa, evitando il danno intollerabile e irreparabile che il nazionalismo avrebbe arrecato all’Italia. Si tratta di un patrimonio da conservare. La storica amicizia euro-atlantica potrà rafforzarsi dopo l’elezione del presidente Biden.
È importante accelerare ora sui programmi per la transizione ecologica, la riforma del fisco sul rafforzamento della progressività, la semplificazione burocratica a beneficio delle persone e delle imprese medie e piccole. È decisivo costruire nuove ed efficaci politiche del lavoro contro la crisi sociale e la disoccupazione, a cominciare da chi si sente solo di fronte al rischio di licenziamento. Poi, riforme della giustizia e delle carceri, lotta contro le organizzazioni criminali e le mafie, rafforzamento delle infrastrutture sociali, investimenti in ricerca, scuola e università e politiche di genere, perché la crisi colpisce soprattutto le donne.
La sfida è davvero grande e noi faremo di tutto per aiutare a vincerla. Come diceva Ciampi, l’Italia ce la farà” ha dichiarato Zingaretti.