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Dividendi, nel 2021 tornano vicini ai livelli pre Covid

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Dividendi, nel 2021 tornano vicini ai livelli pre Covid

Per i grandi azionisti delle società quotate siamo praticamente fuori dall’emergenza coronavirus. Dopo il rialzo record dei mercati che negli ultimi 12 mesi ha visto raddoppiare i valori dell’indice S&P 500 portandosi su nuovi massimi storici ora anche il livello dei dividendi si avvicina al livello pre crisi.

Ne sono convinti gli analisti di Janus Henderson che hanno portato le previsioni per la distribuzione delle cedole nel 2021 a 1.390 miliardi di dollari, un valore di solo il 3% al di sotto del livello pre-pandemia del 2019. Janus Henderson Investors prevede un ritorno ai massimi prepandemia delle distribuzioni di dividendi nei prossimi 12 mesi.
In base all’ultimo Janus Henderson Global Dividend Index la ripresa globale effettiva dei dividendi è iniziata nel secondo trimestre 2021. I dividendi globali hanno avuto un balzo del 26,3% dall’inizio dell’anno, recuperando a 471,7 miliardi di dollari. Vi sono state divergenze enormi tra i mercati.

Le crescita nella distribuzione delle cedole è stata più evidente in Europa (+64%) e nel Regno Unito (+61%), ma non hanno superato lo 0,4% in Giappone e il 5% nell’America settentrionale. Queste ampie discrepanze riflettono l’ampiezza, la tempistica e la gravità dei tagli effettuati nel 2020 a fronte della pandemia.

Come noto il secondo trimestre è la stagione principale per i dividendi europei. Metà della crescita del 66,4% è stata trainata da società che hanno ripreso a seguire le proprie consuete tempistiche per le distribuzioni delle cedole.
La crescita sottostante del 20,1% è stata quasi interamente trainata dal ritorno delle distribuzioni che erano state cancellate, tuttavia prevalentemente a livelli più bassi rispetto a quelli pre-pandemia.
L’Italia ha registrato una crescita sottostante del 29,6%, principalmente grazie alla ripresa delle distribuzioni da parte delle banche, anche se a un livello assai inferiore rispetto al periodo pre-pandemico. Francia e Spagna sono state in testa al rimbalzo, mentre la Svizzera è rimasta arretrata, con un’inversione del quadro del 2020.

Dividendi, la crescita dipende dai settori

A livello settoriale la crescita più rapida dei dividendi è stata realizzata dalle società minerarie, che secondo Janus Henderson hanno beneficiato del boom dei prezzi delle materie prime. Anche i dividendi dell’industria e dei beni di consumo si sono ripresi con forza, ma certi sotto settori, ad esempio il tempo libero, risentono ancora di forti pressioni.
Settori difensivi quali le telecomunicazioni, i prodotti alimentari, il tabacco e i prodotti farmaceutici hanno mantenuto i loro tassi di crescita caratteristici non superiori al cinque percento, non avendo subito impatti negativi di rilievo nel 2020.
L’impatto delle limitazioni per i dividendi bancari nel 2020 è stato importante; metà del crollo dei dividendi globali nell’anno passato è stato riconducibile alle banche. Attualmente si stanno revocando le restrizioni alla distribuzione di dividendi delle banche che le avevano applicate.