Banche, con digital transformation cosa cambia per i correntisti

16 Maggio 2019, di Alessandra Caparello

Milioni di correntisti nelle ultime settimane hanno ricevuto e stanno ancora ricevendo lettere di comunicazione da parte delle loro banche che avvertono di un cambio nei sistemi di autenticazione. È l’effetto della nuova Direttiva sui pagamenti Psd2 in vigore dal 13 gennaio 2018 e che solo adesso entra nel vivo.

È la digital transformation del mondo bancario mondo bancario tradizionale che introduce per gli utenti che utilizzano un conto online la possibilità di fare pagamenti con software di terze parti autorizzate. L’open banking debutterà di fatto il 14 settembre.

Ma già da ora i grandi gruppi bancari si stanno adeguando, inviando specifiche comunicazioni ai clienti. Avvertendoli del cambio delle modalità di accesso e conferma dei pagamenti in banca via Internet, sito mobile e app di mobile banking per tablet. Talvolta tali mutamenti portano anche a una modifica delle condizioni contrattuali in termini di costi.

Così Intesa SanPaolo ha rottamato oltre 4 milioni di chiavette dispositive O-Key, divenute ormai incompatibili con i nuovi standard e per accedere online al proprio conto sono due le soluzione alternative introdotte: la O-Key smart, disponibile per chi ha uno smartphone, e la O-Key Sms.

Il 5% della clientela privata, sprovvista di smartphone, ha optato per i codici via Sms ma in tal caso dovrà pagare un canone annuo di 10 euro a cui si aggiunge il costo dell’Sms che dipende dal proprio operatore telefonico. Unicredit ha mandato in soffitta le sue password card e dal 24 aprile ha reso disponibile una nuova modalità di accesso e di validazione delle operazioni dispositive in Banca Multicanale tramite UniCredit Pass e Mobile Token, strumenti che generano password sicure “usa e getta”.