Dietrofront del governo sul deficit: al 2,4% poi si scende

3 Ottobre 2018, di Mariangela Tessa

La tempesta finanziaria che si è abbattuta sul mercato italiano inizia a far vacillare il governo. Il tetto deficit/Pil al 2,4%, messo a punto nella nota di aggiornamento del DEF, resterà confermato per il 2019 ma anticipazioni stampa dicono che il target potrebbe scendere nei due anni successivi: nel 2020 al 2,2% per essere ridotto fino al 2% nel 2021. Di questo si parlerà nel nuovo vertice a Palazzo Chigi sulla Manovra economica in calendario stamani, dopo quello chiuso nella serata di ieri.

Prime indicazioni su eventuali correzioni sono arrivate ieri sera dal premier Conte che ha annunciato una discesa del debito più consistente dopo il vertice fiume durato più di due ore a Palazzo Chigi con i due vice, Luigi Di Maio e Matteo Salvini, il sottosegretario alla presidenza, Giancarlo Giorgetti, i ministri dell’Economia, Giovanni Tria, e degli Esteri, Enzo Moavero Milanesi, e i due sottosegretari dell’Economia in attesa di diventare viceministri, Laura Castelli (5 stelle), e Massimo Garavaglia (Lega).

Abbiamo lavorato a disegnare la manovra in modo da accelerare la discesa del rapporto debito Pil in modo consistente nell’arco del triennio“, ha detto il presidente del Consiglio, aggiungendo che: “Abbiamo terminato la riunione dedicata ai dettagli della manovra economica. Confermiamo le anticipazioni che ci avevano indotto a definirla seria razionale e coraggiosa. Confermiamo il programma delle riforme annunciate che partiranno già nel 2019”.

Insomma, Roma prova a ricucire le relazioni con Bruxelles, per evitare una bocciatura della manovra da parte della Commissione europea, che sulla base dei numeri della nota di aggiornamento del DEF sembra scontata.

Entrando nei contenuti della manovra, il vicepremier Luigi Di Maio ha confermato:

“la manovra del popolo sarà coraggiosa e conterrà tutto quello che gli italiani ci hanno chiesto. Nessuno deve restare indietro: con i 10 miliardi per il Reddito di Cittadinanza diamo a tutti la possibilità di ricostruire il proprio futuro. Ci sbarazzeremo poi della legge Fornero, perché tutti hanno diritto ad andare in pensione serenamente e i giovani hanno diritto ad entrare nel mondo del lavoro, rispondendo anche alle esigenze delle imprese. Stanzieremo 1 miliardo e mezzo di euro per risarcire i risparmiatori truffati dalle banche“.

Poi ha concluso con un riferimento al percorso di riduzione del debito che passerà per l’espansione più sostenuta del PIL:

“Confermiamo il 2,4% e si punta a una diminuzione del debito negli anni successivi grazie alla crescita che ci sarà e ai tagli agli sprechi prodotti dal lavoro del nostro team “mani di forbici”.

Positiva la reazione del spread, che questa mattina ha aperto in netto calo.