Di Maio pronto a far saltare l’accordo: “Ok su nostri punti o si vota”

30 Agosto 2019, di Alberto Battaglia

Il negoziato fra Partito democratico e Movimento 5 stelle torna a farsi nervoso, dopo le dichiarazioni del leader pentastellato, Luigi Di Maio, che si è detto pronto a tornare al voto se alcuni punti programmatici dovessero restare esclusi dagli accordi fra le due forze politiche. Il vicepremier lo ha dichiarato di fronte ai cronisti al termine delle consultazioni fra la delegazione M5s e il presidente incaricato Giuseppe Conte: “Se entreranno i nostri punti nel programma di governo si potrà partire altrimenti meglio il voto”, ha detto Di Maio, “O siamo d’accordo a realizzare i punti del nostro programma o non si va avanti. Non guardiamo a un governo solo per vivacchiare, consideriamo alcuni dei punti del documento imprescindibili”.

Per il M5s c’è una “netta contrarietà alla patrimoniale”, ha aggiunto, sottolineando che anche i decreti sicurezza non andrebbero modificati (“ Riteniamo che non abbia alcun senso parlare di modifiche ai decreti sicurezza. Vanno tenute in considerazioni le osservazioni del capo dello Stato ma senza modificare la ratio di quei provvedimenti. Ho detto che non rinneghiamo questi 14 mesi di governo”). Stando alle bozze programmatiche trapelate ieri, la modifica ai decreti sicurezza rientravano fra i punti precedentemente concordati fra le due forze politiche.

La durezza dell’intervento del leader pentastellato ha colto di sorpresa il Pd, dal quale è trapelato un certo nervosismo per lo strappo – che, non può essere escluso, potrebbe essere anche solo una mossa strategica per conquistare maggiore influenza sul programma politico del nascente governo. “Incomprensibile la conferenza stampa di Luigi Di Maio”, ha commentato su Twitter il dem Andrea Orlando, “Ha cambiato idea? Lo dica con chiarezza”.

Nel frattempo, dal blog ufficiale del M5s è stata confermata la consultazione sulla piattaforma Rousseau, che avranno l’ultima parola sul destino dell’alleanza Pd-M5s. “I gruppi parlamentari del MoVimento 5 Stelle hanno un ruolo importante e stanno lavorando intensamente in questi giorni per definire un possibile programma di governo, nell’esclusivo interesse degli italiani, poi la parola passerà agli iscritti certificati della piattaforma Rousseau e ci atterremo, com’è ovvio, alla loro decisione”.
La stretta sui programmi e la centralità della consultazione su Rousseau non potranno che minare l’esile accordo fra Pd e M5s ancor prima che un’eventuale esperienza di governo possa partire.