Di Maio: problema Spread “non durerà”. Ma tutto dipende da Ue e agenzie di rating

16 Ottobre 2018, di Daniele Chicca

Lo Spread di rendimento tra Btp e Bund decennali rientra sotto i 300 punti base e Piazza Affari scatta con il passare degli scambi dopo che il Consiglio dei Ministri ha approvato la manovra finanziaria per il 2019, confermando quanto indicato nella nota di aggiornamento al Def.

Il testo, che prevede 37 miliardi di euro di misure, di cui 22 a deficit, passa ora al vaglio delle autorità europee, che hanno tempo fino a novembre per decidere se avviare una procedura sanzionatoria di deficit eccessivo o meno. Sarà la sentenza dell’organo esecutivo Ue, insieme al giudizio delle agenzie di rating Moody’s e Fitch prima di fine ottobre, a decidere le sorti dello Spread.

Sotto il 3% del Pil, ha detto ieri sera il ministro dell’Economia Giovanni Tria, “non c’è eccesso di deficit”. “L’idea che con questa manovra si voglia far saltare l’Europa” è insensata, secondo il professore. La Commissione Ue ha 15 giorni di tempo per esprimere il primo parere ufficiale.

“Puntiamo sulla crescita nella stabilità”, dice il presidente del Consiglio Giuseppe Conte per sintetizzare. Il vice premier Luigi Di Maio ha assicurato che il problema dello spread “sparirà” e che la situazione dei rendimenti dei Btp è temporanea e che non è destinata a rimanere tale.

Nell’esprimere soddisfazione per il testo appena approvato dal Consiglio dei Ministri e presentato alla Commissione europea, Di Maio ha aggiunto che “il governo può continuare per l’intera durata del mandato di cinque anni e anche oltre“.

L’andamento odierno dimostra che c’è un fondo di verità nell’enunciato del leader del M5S, ma è ancora presto per dichiarare vittoria. Tutto si giocherà nel braccio di ferro con Bruxelles. Un restringimento dello Spread, per la verità, rappresenta più un’eccezione che una costante degli ultimi tempi di incertezza sulla legge di bilancio.

Dopo una prima fase di tentennamento iniziale, il rendimento del Btp decennale – che nei giorni scorsi aveva toccato punte al 3,56% – è calato al 3,48%, favorendo la discesa dello spread fino a 297 punti base. Di riflesso, anche il listino Ftse Mib ha intrapreso la strada dei guadagni e al momento fa registrare un più 1,25%, frutto di una bella accelerazione in area 19.528 punti.