Deflazione in Eurozona? Improbabile. Ma se dovesse succedere…

di Redazione Wall Street Italia
11 Novembre 2014 09:50

NEW YORK (WSI) – Nessuna paura. L’Europa non finirà, come prospettato da molti economisti, in deflazione. Parola di Credit Suisse, che in un lungo studio pubblicato nei giorni scorsi, ribadisce l’idea secondo cui ci sono solo il 10-20% delle probabilità che l’economia di Eurolandia segua il copione giapponese del 1997. Secondo gli esperti della banca elvetica, non è la caduta dell’indice dei prezzi al consumo il fattore da guardare quando si va a caccia di indizi che anticipino lo scenario deflazionistico.

“Molto più importante è l’andamento dei salari” si legge nel report. E su questo fronte, la zona euro almeno per il momento sembra al riparo, considerando che gli stipendi stanno crescendo al ritmo dell’1,5%. Non solo. A sostegno della loro ipotesi, gli esperti citano anche il settore immobiliare: nel 1997 i prezzi delle case avevano subito un calo dell’80% mentre in Europa la flessione si limita a un -6% e in alcuni Paesi i prezzi stanno addirittura risalendo.

Anche sul fronte bancario, il paragone Europa-Giappone non regge. “Le banche giapponesi non erano adeguatamente ricapitalizzate fino a 7 – 11 anni dopo la caduta dell’economia in deflazione. In Europa, dopo un calo del 12%, gli asset bancari si stanno progressivamente stabilizzando”.

Per non parlare delle politiche monetarie: la BoJ ha iniziato a stampare moneta sei anni dopo l’ingresso in deflazione. Al contrario, la Banca Centrale Europea ha iniziato a pompare denaro nel sistema in presenza di prezzi al consumo in rialzo.

Insomma, per ora lo spettro prezzi e crescita negativi sembra scongiurato. Ci sono tuttavia due casi in cui tale scenario potrebbe essere ribaltato, ovvero in presenza di un “hard landing della Cina” per effetto di un crollo dei prezzi delle case (fino a – 20%). Altrettanto rilevante potrebbe essere l’ipotesi che la Bce smetta di iniettare liquidità del sistema. Idea quest’ultima che al momento viene esclusa, essendo gli analisti della banca elvetica convinti che un QE convenzionale sia in programma a fine anno.

Qualora tuttavia la peggiore delle ipotesi dovesse verificarsi, e quindi, la zona euro finisse in deflazione quali sono le azioni su cui puntare In Borsa? Secondo Credit Suisse, in uno scenario deflazionistico, le performance migliori sarebbero assicurate dai settori pharma, alimentare, retailing e telecom mentre le peggiori sarebbero banche e comparto minerario.