Default Grecia inevitabile, economista tedesco: Germania esca dall’euro

8 Novembre 2012, di Redazione Wall Street Italia

Berlino – La crisi bussa al cuore dell’Europa. Anche la locomotiva tedesca comincia a subire gli effetti della crisi e rallenta la sua corsa pur mantenendo una velocità di crociera – un più 0,8% – che molti partner europei le invidiano. Questo, in sintesi, lo scenario delineato dalle previsioni economiche di autunno rese note dalla Commissione europea.

Che non siano semplici indicazioni ma verità lo provano i dati diffusi questa mattina dall’ufficio federale di statistica, secondo il quale a settembre il surplus commerciale destagionalizzato si è attestato a 17 miliardi di euro dai 18,1 di agosto.

Ma non solo. Le esportazioni tedesche a settembre sono scese ai massimi dal dicembre 2011, a dimostrazione che la crisi inizia a mordere anche la Germania. L’export è calato del 2,5% e l’import dell’1,6%.

Forse è presto per gridare allo scandalo, ma secondo Stefan Homburg, professore di finanza pubblica presso l’Università di Hannover in Germania, non c’è un minuto da perdere. Poco importa se ieri il Parlamento greco ha approvato di stretta misura il pacchetto di austerità da 13,5 miliardi di euro, l’agonia di Atene non è finita. “Dobbiamo lasciar fallire la Grecia, senza paura.

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I fallimenti degli Stati non sono eventi così dirompenti. La storia dell’economia recente li ha già sperimentati centinaia di volte. Solo la Spagna è stata insolvente 18 volte”, ricorda l’economista. E adesso “il fallimento della Grecia sarebbe giusto, politicamente corretto, meno pericoloso di continuare a percorrere questa infinita politica di salvataggio”, racconta.

Homburg è arrivato a questa conclusione basandosi su un ragionamento semplice. “Di quelle tasse che pagano i cittadini dell’Unione europea, ossia tutti noi, per il caso Atene la Grecia non ne trae beneficio, sono solo i creditori ne beneficiano. Tutto questo avviene perché il denaro viene versato su un conto di deposito di garanzia a cui la Grecia non ha accesso”.

Da qui la sua posizione: “i creditori non meritano il sostegno dei contribuenti”. E la Germania, argomento caldo delle ultime 24 ore a questa parte? Anche su questo fronte i dubbi sono pochi. A suo avviso il Paese deve uscire dall’euro, perché “quando è stato introdotta la moneta unica ci è stato assicurato che sarebbero stati vietati finanziamenti statali da parte della Bce. Una promessa che col passare del tempo si è rilevata una bugia. Pertanto, ormai siamo troppo lontani dal sogno dell’euro”. Meglio abbandonare la nave, prima che sia troppo tardi.