DEF bocciato da Ue. Di Maio: “Niente piano B”, Europa ha giorni contati

8 Ottobre 2018, di Alessandra Caparello

L’Unione europea ha bocciato la Nota di aggiornamento al DEF presentata dal governo italiano e la reazione dei mercati è stata molto negativa con le banche sospese per eccesso di ribassi, Piazza Affari in calo del 2%, lo spread salito fino a 305 punti base con i tassi BTp decennali ai massimi da quattro anni e mezzo.

Ma in tutto questo l’Esecutivo tenta di gettare acqua sul fuoco e tramite Luigi Di Maio fa sapere che un po’ se l’aspettavano ma che vanno avanti comunque, tanto questa Europa – lascia intendere – ha i giorni contati dal momento che ci sono all’orizzonte le elezioni europee.

“Le previsioni non si fanno sui se, siamo convinti che quello sarà il tasso di crescita e con quella crescita noi riusciremo a ripagare il debito e ad abbassare il deficit. Ci aspettavamo che questa manovra non piacesse a Bruxelles adesso inizia la fase di interlocuzione con la Commissione europea ma deve essere chiaro che indietro non si torna”.

Di Maio parlando a margine del suo intervento al villaggio Coldiretti ha poi confermato che non c’è alcun piano B come previsto oggi da Repubblica in merito cioè ad una possibile via d’uscita del governo qualora il differenziale salisse oltre i 400 punti, con la correzione del deficit sotto il 2,4%.

“Deve essere chiaro che questo governo non arretra”.

Intanto continua la polemica a distanza tra Salvini e il presidente della Commissione europea Jean Claude Juncker. Dopo che il primo aveva detto giorni fa di voler parlare solo con “persone sobrie”,m Juncker risponde:

“Sono cose che non prendo neanche in considerazione. Il fatto che due vicepremier italiani si esprimano in modo estremamente sboccato sulla Ue fa capire tante cose (…) non voglio paragonare l’Italia alla Grecia” ma la situazione economica italiana è difficile anche se non spetta a noi entrare nel merito delle misure come flat tax o reddito di cittadinanza. Spetta ai politici italiani  impostare misure che consentano all’Italia di rimanere entro gli obiettivi di bilancio concordati”.

Immediata è arrivata la controreplica di Matteo Salvini, convinto che a fine maggio 2019 le correnti sovraniste la spunteranno su quelle filo establishment.

L’Europa dei banchieri quella fondata sull’immigrazione di massa e sulla precarietà continua a minacciare e insultare gli italiani e il loro governo? Tranquilli, fra 6 mesi verranno licenziati da 500 milioni di elettori, noi tiriamo dritto!”