Debito pubblico, da Pd e Forza Italia lo stesso piano per tagliarlo

18 Gennaio 2018, di Livia Liberatore

Tagliare il debito pubblico attraverso la vendita dei beni dello Stato: una soluzione pensata sia dal Partito democratico che da Forza Italia in vista delle elezioni politiche del 4 marzo. Nel progetto del Pd i beni dovrebbero essere acquistati dalla Cassa Depositi e prestiti, che si finanzierebbe emettendo titoli di debito. Matteo Renzi ha delineato l’idea l’anno scorso nel suo libro “Avanti”. L’idea di Forza Italia ha caratteristiche simili.

Il presidente dei deputati di Forza Italia Renato Brunetta e il Consigliere economico della presidenza del Consiglio Luigi Marattin propongono di ridurre il debito pubblico italiano, ora al 132% del Pil, al 100% del prodotto interno lordo. Si tratta di una cifra di circa 560 miliardi che andrebbero recuperati in cinque anni. Della stessa somma ha parlato anche il Pd, optando però per una tempistica più lunga, di dieci anni.

Marattin ha fatto riferimento a un programma di dismissioni patrimoniali (mobiliari e immobiliari) in grado di garantire l’afflusso di una cifra compresa tra il 2% e il 4% del Pil. Queste verrebbero vendute, secondo quanto detto da Brunetta, a una “società veicolo partecipata principalmente da istituzioni finanziarie con capitale rilevante”. Un progetto che sembra ricalcare quello del piano Capricorn di Renzi, in cui la Cassa Depositi e Prestiti dovrebbe avere un ruolo strategico.

Questa sosterrebbe l’acquisizione con l’emissione di azioni privilegiate che potrebbero essere cedute a investitori istituzionali. A essere vendute sarebbero le quote residue di Poste, Eni, Enel, Enav e Ferrovie dello Stato ancora in mano al Tesoro e alcuni asset immobiliari. Secondo le statistiche della direzione Eurostat dell’Unione europea, la Cassa Depositi non rientra nel calcolo del debito pubblico, che risulterebbe così minore. Un escamotage che potrebbe funzionare finché Eurostat non rivedrà la sua posizione.