Preview elezioni Ue: europeisti saldi al comando

8 Maggio 2019, di Alberto Battaglia

La composizione del Parlamento europeo successiva alle elezioni del 24-26 maggio sarà più frastagliata, ma gli obiettivi della nuova maggioranza dovrebbe rimanere simili agli attuali nonostante l’ascesa delle forze sovraniste. E’ questa, in sintesi, la lettura dell’agenzia di rating di Dbrs, che ha aggiornato le previsioni sulla spartizione dei seggi di Strasburgo.

Il principale fattore di novità, pertanto, sarà costituito dalle maggiori difficoltà con le quali la nuova Commissione europea potrà farsi promotrice di nuovi passi verso l’integrazione, raccogliendo il consenso necessario. Secondo i dati combinati dei sondaggi aggiornati al 5 maggio, riuniti da Dbrs, il Partito popolare (Epp) e il gruppo socialista (S&d) non potranno più formare una maggioranza, se non accogliendo uno o più gruppi esterni. Se si esclude la componente “britannica” dell’Europarlamento (che potrebbe cedere i seggi in caso di accordo su Brexit entro il 2 giugno) Epp e S&D otterrebbero il 43% dei consensi. Una possibile maggioranza potrebbe essere formata tramite un’allenza con l’Alde, il gruppo liberale, il cui consenso è visto in crescita rispetto alle precedenti elezioni europee (al 14% nello scenario che esclude il Regno Unito). Nel grafico in basso sono visibili nell’ordine i risultati conseguiti dai vari partiti nel 2015, le previsioni che includono i seggi britannici e, infine, quelle che escludono tale componente.

 

 

“Un Parlamento più frammentato potrebbe avere implicazioni per il processo decisionale, a partire dalla nomina del Presidente della Commissione europea, nonché a trovare un’agenda comune per sostenere ulteriormente il progetto di integrazione europea”, commenta Dbrs. A quanto risulta dai sondaggi, il gruppo dei partiti non iscritti sarebbe fra i maggiori “vincitori”, con una quota destinata a passare dal 2 al 9% mentre il gruppo di Marine Le Pen e Matteo Salvini, Enf, passerebbe dal 5 all’8%. Fra le forze più moderatamente euroscettiche arretrerebbero, però, i conservatori Ecr e il gruppo finora dominato dal Nigel Farage e M5s, Efdd.

“I partiti proeuropei dovrebbero mantenere la maggioranza, secondo recenti sondaggi”, prosegue l’agenzia di rating citando il declino dei due maggiori gruppi dell’Europarlamento: “il gruppo Alde, che potrebbe includere En Marche [il partito del presidente francese Macron Ndr.], probabilmente aumenterà la sua quota di seggi a circa il 14-13% dal 9%. Includendo i Verdi (7%), ci sarebbe ancora un blocco di partiti pro-europei intorno al 64-62%”.
Data la maggioranza relativa da parte del Partito popolare europeo, il capogruppo Manfred Weber è, per Dbrs, il più papabile fra i candidati alla guida della prossima Commissione europea.