Dazi auto: gli effetti sul Pil dell’area euro. Allarme Moody’s

26 Giugno 2018, di Mariangela Tessa

I dazi minacciati dall’amministrazione Trump sull’import di auto costruite in Europa finiscono sotto la lente di Bank of America Merrill Lynch. In attesa che la disposizione diventi operativa, gli analisti della banca d’affari americana calcolano che un aumento dal 2,5% al 25% delle tariffe potrebbe portare una riduzione dello 0,3% del Pil dell’area euro. L’economia più colpita sarà la Germania, visto che il settore delle quattro ruote rappresenta il 6,9% del Pil.

Sul fronte opposto, la Grecia: il settore auto rappresenta solo lo 0,6% del Pil. Per l’Italia, invece, si sale a poco più del 2% del Pil. Nell’analizzare l’impatto sulla crescita va considerato anche l’effetto cambio. Lo studio ricorda che un apprezzamento del dollaro del 7,5%, ipotesi possibile, potrebbe limitarne le conseguenze.

Sempre in merito alle tariffe statunitensi proposte sulle importazioni di automobili, ieri l’agenzia di rating Moody’s, ha lanciato l’allarme affermando che le tariffe più elevate causeranno problemi nella catena di approvvigionamento globale dell’industria automobilistica.

“Una tariffa del 25% su veicoli e componenti importati sarebbe negativa per ogni segmento dell’industria automobilistica – produttori automobilistici, fornitori di ricambi, concessionari auto e società di trasporti … Se dovessero essere imposte tariffe, le case automobilistiche dovrebbero assorbire i costi per proteggere le vendite volumi o aumentare i prezzi per passare i costi tariffari ai clienti, il che potrebbe danneggiare le vendite; o una combinazione di entrambi”.

Il commercio di auto tra Ue e Usa vale circa il 10% del business complessivo tra le due regioni. Gli Stati Uniti rappresentano la prima destinazione delle esportazioni di vetture dell’Ue sia in termini di unità (20,4% nel 2017) sia di valore (quota del 29,3%).