DAX, il mercato tedesco nel lungo periodo

22 Luglio 2016, di Simone Rubessi

Continua il vantaggio che la Germania ha sugli altri paesi della Eurozona,  inutile dirlo,   anche per il prossimo  ciclo a vent’anni l’economia Tedesca primeggerà  tra tutti i paesi  UE.

Da questo punto di vista l’Inghilterra sarà l’unica avvantaggiata ora  nel portare avanti una propria politica espansiva agevolata dalla possibilità di deflazionare la propria moneta a piacimento , ma soprattutto di non dover più essere soggetta alle regole di Bruxelles,  potendo così decidere una politica fiscale ed  economica  espansiva ai massimi livelli.

Le previsioni future per la borsa Tedesca sono rialziste per almeno altri tre/quattro cicli economici, che porteranno l’indice Dax ha nuovi massimi assoluti, fino ad ora mai raggiunti.

L’unica problematica che potrebbe  inficiare  questo processo rialzista è  quella dell’ instabilità  sociale a livello Europeo,  che potrebbe sfociare in qualche altro Brexit,  cosa che personalmente vedo  al momento remota.

In Febbraio 2016 dovrebbe essere iniziato il secondo ciclo Economico dell’indice  che porterebbe i prezzi  fino ad un primo target in area  12500,   sul massimo del ciclo Annuale in corso che dovrebbe avvenire nel primo trimestre 2017, per poi proseguire fino a target in area 15.000 circa nell’anno  2018 , sul massimo del ciclo Economico attuale

La conferma dell’inizio del nuovo ciclo Economico è indubbia  sia per il fattore tempo , che per la fasatura ciclica oltre che per il test dei prezzi sui canali inferiore di tre cicli di medio lungo termine ed infine la cosa più importante dall’ analisi fondamentale  dei valori delle società del listino tedesco.

Ovviamente nel medio periodo potrebbero esserci ancora delle turbolenze sui mercati , ma non inficerebbero lo scenario di lungo periodo.

Comunque, nonostante la possibilità  di ulteriori turbolenze , anche nel medio periodo le probabilità che sia iniziato un nuovo ciclo Intermestrale  rialzista  (durata circa 105 giorni),  sono maggiori che non quelle di ulteriore volatilità imminente.

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