Da Moody’s nuova batosta per General Electric: preludio a cali di Borsa?

17 Novembre 2017, di Daniele Chicca

La strutturazione più radicale dei 125 anni di storia del colosso industriale General Electric non ha convinto né i mercati né le agenzie di rating, con Moody’s che ha punito il nuovo corso manageriale per il suo ambizioso piano strategico. L’agenzia americana ha abbassato il giudizio sul credito del conglomerato citando un “deterioramento estremo” delle attività legate al mercato energetico.

Nel dettaglio, Moody’s Investors Service ha tagliato il rating a lungo termine del debito di General Electric a A2 da A1. Significa che i Bond sono ancora giudicati investment grade, ma sono ritenuti più rischiosi di quanto non lo fossero prima di oggi. La decisione giunge in un momento molto delicato per il gruppo, impegnato in un cambiamento epocale del proprio business: basti pensare il taglio del divedendo apportato è soltanto il secondo dai tempi della Grande Recessione.

Da qualche giorno, per la precisione da quando il management ha annunciato il dimezzamento del dividendo nell’ambito di un piano di rilancio lacrime e sangue del conglomerato industriale che non ha convinto i mercati, per General Electric si è messa molto male in Borsa. Storicamente, così per lo meno dicono i grafici, un calo di General Electric in Borsa è un preludio a cali sul mercato generale.

Dal punto di vista dell’analisi tecnica, infatti, si nota come l’andamento del Dow Jones sia stato quasi speculare a quello di General Electric. Le azioni della società energetica e industriale sono andate a braccetto con l’indice delle blue chip negli ultimi anni (vedi confronto tra i due grafici, riportati in fondo). Ma anche sotto il profilo economico la crisi di General Electric è un cattivo presagio.

Lo stesso AD John Flannery ha definito gli ultimi risultati deludenti del terzo trimestre "atroci" (Photo credit should read STEPHANE DE SAKUTIN/AFP/Getty Images)

General Electric: piano lacrime e sangue, cattivo presagio per l’economia

General Electric non è un’azienda qualunque: è una società che opera su scala mondiale, un conglomerato attivo su più settori, che per la sua diversificazione del business e la sua dipendenza dall’andamento dell’economia dei paesi in cui è presente, rappresenta un barometro dell’andamento delle attività economiche mondiali e non solo statunitensi. Quando gli affari di General Electric vanno male, è difficile credere che l’economia mondiale vada a gonfie vele.

Il rallentamento del mercato dei servizi petroliferi, cui ha contribuito il calo dei prezzi costante da giugno di tre anni fa, e il calo della domanda per le locomotive merci in Nordamerica hanno avuto un impatto negativo sui conti di General Electric, andando a pesare su utili e flussi di cassa in diversi settori, che rappresentano in totale circa il 50% dei ricavi previsti nel 2017.

Secondo quanto riferito dal senior credit officer di Moody’s, Rene Lipsch, il declassamento rispecchia “il grave deterioramento della performance finanziaria del settore energetico di General Electric, un fenomeno che si protrarrà almeno fino al 2019″. Un altro fattore negativo è costituito dalla “persistente debolezza negli affari legati all’industria del petrolio e del gas”.

Dopo le ultime difficoltà riscontrate dai business sopra citati, il nuovo amministratore delegato John Flannery (che ha definito gli ultimi deludenti risultati del terzo trimestre “atroci”) ha presentato un maxi piano di ristrutturazione. Il progetto ambizioso è stato però accolto freddamente sui mercati: nei soli primi due giorni della settimana il titolo ha ceduto il -12%, bucando anche quota 18 dollari. Oggi le azioni General Electric recuperano qualcosa (+0,4% $18,32), ma restano ben lontane dai 20,30 dollari con i quali avevano avviato l’ottava.

Oltre a un deciso ridimensionamento dell’organico, il nuovo piano prevede un ridimensionamento netto del dividendo a 12 centesimi dagli attuali 24 centesimi, effetto di un deterioramento della posizione di liquidità. General Electric punta a risparmiare 4 miliardi di dollari l’anno. L’ultimo taglio in ordine di tempo della cedola che spetta agli azionisti era stato deciso durante la crisi finanziaria del 2008.

General Electric ha intenzione di concentrarsi su tre settori di fondo – aviazione, energia e sanità – mettendo da parte tutte le altre attività meno redditizie, come illuminazione, banking e programmi software. Per ottenere un risparmio dei costi, General Electric ha anche annunciato il taglio di migliaia di posti di lavoro nonché la vendita di 20 miliardi di dollari di attività nei settori dei trasporti e dei servizi di elettricità.