Da Draghi ancora liquidità alla lobby delle banche?

2 Ottobre 2013, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – La Bce continuerà a sostenere le banche? Sembra proprio di sì. Stando a quanto riporta il Financial Times, dopo aver erogato prestiti alle banche europee per un valore di 1.000 miliardi di euro, attraverso le operazioni LTRO del 2011 e del 2012 nel sistema finanziario, Mario Draghi & company starebbero valutando la possibilità di continuare a finanziare di nuovo gli istituti.

E l’annuncio potrebbe arrivare già oggi, in occasione del meeting dell’Eurotower, che stavolta si terrà a Parigi.

Huw van Steenis, analista del settore bancario di Morgan Stanley afferma che, in un momento in cui la Bce si prepara a diventare l’organo di supervisione del settore bancario europeo, “esiste il bisogno plausibile di avere a disposizione una rete di salvataggio, in un momento in cui si darà il via al processo molto lungo di revisione di asset, e dunque di sostenere il sistema bancario dei paesi periferici, dove il rapporto tra prestiti/depositi ancora molto alti”.

Tuttavia, sebbene la restituzione dei prestiti ricevuti dalla Bce sia stata di sopra alle stime di qualche analista, i timori sulla liquidità delle banche persistono.

Ma in questo modo Draghi non continuerà a promuovere una politica che fino a questo momento si è rivelata fallimentare come ha fatto notare proprio ieri il suo antagonista Jens Weidmann, numero uno della Bundesbank?

In un editoriale scritto sul Financial Times, Weidmann ha parlato di “abbraccio mortale” tra banche e bond e afferma che tale abbraccio, che vede le banche avere una esposizione eccessiva verso i debiti sovrani, deve essere spezzato attraverso l’introduzione di maggiori controlli.

Di fatto, a suo avviso, gli aiuti della Bce che sono stati utilizzati dal mondo delle lobby non per erogare prestiti e far ripartire le economie, ma per permettere alle banche di acquistare bond. Con il risultato che, nel caso in cui si dovesse verificare un attacco speculativo contro i debiti sovrani dei paesi periferici – Italia in primis – a soffrire sarebbero le stesse banche, che verrebbero trascinate a fondo.

A tal proposito, Wall Street Italia ha pubblicato l’articolo BTP in pancia a banche italiane al record di sempre, mettendo in evidenza che il valore dei BTP che le banche italiane detengono, stando alle fonti della stessa Banca d’Italia, è balzato al record di sempre, pari 400 miliardi di euro. Il valore è quattro volte tanto l’ammontare di titoli di stato italiani che gli istituti di credito detenevano prima dell’esplosione della crisi dei debiti sovrani.

Tuttavia, secondo diversi economisti intervistato da Bloomberg, Draghi potrebbe anche limitarsi alle parole.

“Draghi continuerà a parlare invece di agire, Dirà che i prestiti a lungo termine sono ancora una opzione e potrebbe far riferimento anche alla possibilità di lanciare un’altra operazione LTRO entro la fine dell’anno, ma non mi attendo alcun cambiamento oggi”, ha detto Christian Schulz, economista senior presso Berenberg, a Londra.