“Da crollo petrolio, opportunità di investimento della vita”

9 Dicembre 2015, di Laura Naka Antonelli

ROMA (WSI) – I sell off sul settore energetico? Non sono necessariamente una brutta notizia, per chi è propenso al rischio e cerca valore anche dove, in apparenza, non è possibile trovarlo. A dirlo è il guru dei mercati David Rubenstein, investitore miliardario, co-fondatore e co-amministratore delegato del gigante Carlyle Group. Secondo Rubenstein, proprio dal settore energetico arriverà quella che potrebbe essere definita come una delle migliori opportunità di investimento della vita.

“Forse la più grande opportunità di investimento nel settore energetico a cui abbiamo mai assistito”.

Di cosa si tratta? Intervenendo alla Conferenza dei Servizi Finanziari in corso a New York, il magnate ha detto che:

“Il debito in sofferenza è molto popolare in questo momento”.

Soprattutto se si considera, come ritiene il gigante Carlyle, che i prezzi del petrolio non hanno ancora toccato il fondo.

“Io credo che un petrolio a $37 offrirà molte opportunità. E che un petrolio a $30 ne presenterà ancora di più”.

Per debito in sofferenza, o “distressed debt“, si intende un titolo di debito emesso da una società che è sul punto di fare bancarotta. Si tratta di uno strumento finanziario considerato ad alto rischio che, proprio per tale motivo, presenta il potenziale di garantire elevati ritorni, dal momento che le aziende che rischiano la bancarotta spesso vengono ristrutturate e dunque salvate dalla liquidazione.

Di conseguenza, chi acquista questi titoli scommette sulla capacità dei vertici aziendali di rinegoziare i termini dei debiti, consentendo alla società di sopravvivere. Si tratta certo di investimenti molto rischiosi, in quanto la probabilità che si verifichino default in questi casi è molto alta.

Petrolio allo sbando, con i prezzi che viaggiano ai minimi dall’ultima crisi finanziaria globale; bagno di sangue continuo tra le materie prime e di conseguenza tra i titoli delle società minerarie e attive nel settore dell’estrazione. Basta guardare al caso drammatico del colosso Anglo American, le cui quotazioni stanno toccando da due sedute nuovi minimi storici. Ma Rubenstein è soddisfatto, in quanto è sicuro della propria scommessa.