Crisi emergenti: da Banca Mondiale maxi taglio stime sui prezzi del petrolio

26 Gennaio 2016, di Laura Naka Antonelli

ROMA (WSI) – Neanche la World Bank, la Banca Mondiale, crede in un recupero imminente dei prezzi del petrolio. E la sfiducia è tale che l’istituto con sede a Washington ha operato una maxi revisione al ribasso, tagliando le stime sulle quotazioni del petrolio di ben $14, a $37 al barile, per il 2016. Non solo: a essere tagliare sono state anche le previsioni di ben 37 tra le 46 principali materie prime.

L’outlook è motivato con ragioni di carattere fondamentale. La Banca Mondiale ritiene infatti che l’eccesso di offerta che ha portato i prezzi del petrolio a crollare di quasi la metà nel 2015 e di ben il 27% nell’arco del solo mese di gennaio continuerà a dominare il mercato. Le alte temperature che stanno caratterizzando l’inverno in Europa e le prospettive più deboli per la crescita della Cina e dei mercati emergenti sono fattori che a suo avviso deprimeranno la domanda di petrolio.

Il risultato sarà che le quotazioni, in media, oscilleranno attorno a quota $37. Una previsione, quella della Banca Mondiale, ben diversa dai $51 al barile attesi a ottobre.

Così John Baffes, economista senior e autore del report sui mercati delle materie prime della Banca Mondiale:

“I prezzi del petrolio e delle materie prime rimarrano bassi ancora per un po’ di tempo. Sebbene intravediamo qualche prospettiva di un lieve rialzo dei prezzi delle commodities nei prossimi due anni, permangono rischi al ribasso significativi“.

Il report fa notare che:

“le economie dei paesi emergenti sono state le principali fonti della crescita della domanda di materie prime dal 2000. Il risultato è che l’indebolimento delle prospettive di crescita di queste economie stanno pesando sui prezzi delle commodities. Un ulteriore rallentamento dei principali mercati emergenti riduce la crescita dei partner commerciali e la domanda globale di materie prime”.